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Vincenzo Bocciarelli: dalla fiction al teatro con amore

Lo abbiamo visto in tante fiction assai care al pubblico come “Il bello delle donne”, “Incantesimo”, “Cinecittà”, “Orgoglio”. Nella sua brillante carriera è stato a lungo impegnato a teatro con Giorgio Strehler dalla cui scuola proviene, con Theodoros Terzopoulos, con Giorgio Albertazzi e con Glauco Mauri, partecipando a rappresentazioni di successo in tutto il mondo.

Dopo tanta tv, e prima di tornare al cinema in autunno, Vincenzo Bocciarelli è protagonista questa estate in teatro di due testi molti impegnativi: “Adriano: Memorie di un’anima”, e “Caravaggio: La verità della luce” (5 settembre), in scena nella splendida cornice di Notti a Castel Sant’Angelo. Per l’occasione lo abbiamo intervistato.

Pensi che i media mainstream possano servire ad avvicinare il pubblico ad ambiti più intellettuali? O il pubblico è completamente diverso?
Oramai con l’avvento “del’uranio cultura” come mi diverto a definirla, cioé dell’iper-informazione data da internet che risponde ad ogni curiosità, il pubblico ha sempre più voglia di crescere ma anche in maniera più umana, con l’ausilio delle emozioni, la musica e la poesia aiutano a sentirci vivi in tutti i sensi.

Adriano e Caravaggio: indubbiamente due icone. Che idea ti sei fatto di loro in base ai personaggi che interpreti. E quali sono le tue icone?
La definizione “icona” rischia di creare subito una distanza. E’ vero che sono due personaggi che si sono eternati nel tempo ma l’amore con il quale e per il quale hanno attraversato e vissuto il loro tempo ce li restituisce molto più vicini a noi e tra noi. L’uomo resta lo stesso ieri oggi e domani con le sue fragilità, le sue passioni, i suoi istinti più profondi e carnali. Le mie icone non appartengono a questo mondo.

Hai appena preso parte a diversi eventi di AltaRoma. Che rapporto hai con la moda? E quanti pensi conti per un attore?
La moda passa e si rinnova, corsi e ricorsi, la qualità resta nel tempo. Forse bisogna trovare un giusto compromesso tra l’una e l’altra. Amo osservare le modelle quando sfilano. Sono sempre affascinato dalla bellezza in tutte le sue sfumature. L’abito, come il costume di scena, mi riporta alla mente le atmosfere del cinema, quello passato di Visconti e quello moderno de ‘La grande bellezza’ di Sorrentino.

Quale film che hai amato avresti voluto interpretare e qual è il personaggio che ti ha fatto pensare ‘io voglio recitare‘?
Qualche anno fa, Harrison Ford in ‘Blade Runner’ e ‘Guerre stellari’. Poi recentemente ‘Il capitale umano’ di Virzì e le saghe divertenti di ‘Benvenuti al Sud’. In passato ero più attratto dai personaggi drammatici, ora sto sentendo un forte richiamo verso la commedia, i personaggi brillanti. Poter regale sorrisi e gioia penso sia il massimo.

Programmi per la nuova stagione?
Il 23 settembre sarò Yann Andrea Stainer al Piccolo Eliseo nello spettacolo ‘Duras Mon amour’ e poi una sorpresa al cinema ma che vi racconterò più avanti!

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