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Platinette vs Linus e Scanu: “Amici” mai?

platinette-amici, maria de filippiSaranno contenti i fan del talent di Maria de Filippi. Aspettando la prima data del serale del 30 marzo 2013, Platinette si sta preparando così: “Vorrei darle una risposta sicura… Ci stiamo pensando. Mi piacerebbe, d’accordo con la produzione, di provare a trasformarlo un po’. E’ una sorpresa. Non le posso dire altro per il momento“.
Ora, per sua stessa ammissione, non è che Mauro Coruzzi, il vero “cuore” di Platinette, avrebbe esattamente un caratterino facile. Su certe cose, è lui a dircelo, proprio non transige, e così, dopo averle suonate e cantate di santa ragione a Valerio Scanu durante e dopo la sua eliminazione dal Sanremino di Maria de Filippi dello scorso anno (vinse Alessandra Amoroso, seconda classificata Emma Marrone) ora non risparmia commenti poco entusiastici sulla conclusione della sua decennale collaborazione con Radio Deejay e Linus.

Chi dei due le sta più sul gargarozzo in questo momento?
(scoppia a ridere, N.d.r) Nessuno dei due. Con Valerio ho chiuso una parentesi lunga andando a sentire un suo concerto qualche sera fa, stando con lui un po’ di tempo e dandogli qualche consiglio che credo abbia ben accettato ed anche messo in pratica. Mi ha sorpreso quando ha cantato una sua versione di “Minuetto” di Mia Martini: ho molto apprezzato il gesto. Lì ho capito che forse qualcosa aveva capito. La storia della musica italiana l’ha studiata, l’ha riletta, l’ha reinterpretata, cosa in cui noi italiani non siamo bravi, mentre tutto il resto del mondo lo è. Quindi la definirei una parentesi felicemente chiusa.

Il rapporto con Linus?
E’ stato il mio direttore artistico per tanti anni, al quale, improvvisamente, è venuto il dubbio, credo, spero per lui, maturato non certo in dieci minuti e dopo una discussione piuttosto accesa su una canzone, che il mio stile non ammette repliche, avendo io un carattere notoriamente molto difficile. Ciò che è andato bene, se ti è andato bene per molti anni e continua ad andare bene visti i numeri della radio in cui ho felicemente ed orgogliosamente lavorato, è diventato un problema di competizione. A me le competizioni all’interno di un gruppo non piacciono, non perché non mi meriti le contestazioni, ma non ci sto quando le contestazioni sono su determinate scelte fatte da me, richiesta autonomia nel campo delle ore, della musica e degli ospiti… Sa, quando si è molto ragazzi forse si è disposti a compromessi – uff, il compromesso è una pratica meravigliosa (ride, N.d.r.)… ma dopo un po’ no. Dopo dichiarate attestazioni di stima da parte del pubblico, mi sembrerebbe anche un po’ sciocco “cedere”. Ma io  me ne sbatto altamente le ovaie, come ho sempre fatto, perché se devo rendere conto a qualcuno, quel qualcuno è me stesso. Poi ovviamente ai miei datori di lavoro, i quali obiettivamente non apprezzavano la scelta.

 

Paola PERFETTI

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