Latest Posts

Michele Serra spiega il rock dell’insofferenza

serrawebdi Daniela Muraca

Michele Serra sceglie Padova e la Fiera delle Parole per l’anteprima nazionale del suo ultimo libro “Ognuno potrebbe”, sfogliata e musicata in un reading condotto con i “Tremo”, giovane gruppo rock grintoso e lucido al punto giusto da accompagnarlo nelle prossime tappe italiane. “Ognuno potrebbe”, ma che cosa? Il condizionale del titolo richiede intrinsecamente la sospensiva imbevuta di quel misto di sarcasmo e morbidezza nel quale l’autore di Cuore e dell’Amaca, giornalista e scrittore, pare un maestro e amplifica possibilità percettive in grado di farci cogliere e captare a che punto siamo o vorremmo essere. Il protagonista della storia è Giulio, antropologo ultratrentenne fidanzato con Agnese, alla ricerca di certezze ossigenanti e impronte di senso, ma abbastanza sconsolato e afflitto fra soprassalti di banalità e sovraccarico comunicativo consumato da overdose digitale. Stretto nella camicia bianca, Michele Serra a Padova ha dato voce al suo personaggio con il nitore dichiarato di chi voglia spremere e distillare pienezza in una vita un po’ morsa e svuotata. Ed è così’ che si raggiunge la “scena madre” (come è stata definita) della narrazione, quando Giulio supera la riluttanza del lavaggio delle stoviglie immaginando che il clangore sommesso di piatti, bicchieri e posate avanzi in un crescendo concertistico. Potere della trasfigurazione, certamente, ma che fare se si è in auto e ci si inerpica verso un ristorante in collina e lo sguardo vorrebbe sbarazzarsi di rotatorie, cubi, tralicci e “cemento spalmato”? Evitare il grigiore incombente è cosa piu’ difficile e forse basterebbe sognare l’Oklahoma e le sue immense praterie, ma l’eclissi del buon umore è dietro l’angolo se ti assale il nulla dei “digitamboli” con i volti inabissati nelle chat oppure la tua fidanzata spegne l’ “egofono” soltanto in alcuni momenti cruciali. Giulio, sbaragliato “nel mezzo del cammin”, conia neologismi come egofono, appunto, che altro non è che è l’i.phone, ma non risolve il problema del tempo che passa, della gioventu’ andata e della vecchiaia che sopraggiungerà. L’insofferenza allo stato delle cose è un abito scomodo con scarsi conforti ma è l’ironia a rimodulare scorci creativi, quasi come un cosmetico contro l’età e un antidoto per la quotidiana lotta per la sopravvivenza. Contro le “insulsaggini dell’esterno” il salvataggio c’è e si trova nei recessi dell’ascolto dei Kings of Leon, gruppo rock preferito, quando il volume si alza fino alla soglia dell’entusiasmo con la voce di Caleb Followill, nato in Oklahoma, naturalmente. “Ognuno potrebbe” è edito da Feltrinelli e Michele Serra sarà a Pescara il 7 novembre.

Latest Posts

Edicola

Edicola