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Dalida: a 30 anni dalla morte uno speciale tv per ricordarla

Iolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, è stata un’autentica Diva internazionale della canzone. In Italia, purtroppo, è poco ricordata e, soprattutto, non si ha la percezione di quanto sia stata grande e famosa, accompagnata da fama e successi che sono stati di portata mondiale, un’artista multiforme, probabilmente la prima multilingue e multietnica, ed una delle più grandi icone della musica europea del XX secolo. Basti ricordare che fu la prima donna a vincere il disco di platino, per aver venduto oltre 10 milioni di dischi, nel 1964, e che dal 1955 la cantante ha venduto più di 125 milioni di dischi premiati da oltre settanta dischi d’oro in sette lingue, due dischi di platino e quello di diamante, creato appositamente per lei. All’inizio della sua carriera, i principali rotocalchi italiani apostropavano Dalidà come “La calabrese di Parigi”. Molti pensavano che si trattasse di una leggenda metropolitana, visto che Iolanda Cristina Gigliotti in diverse occasioni aveva sempre dichiarato di essere nata a Choubrah, alle porte del Cairo e di aver vissuto esclusivamente in Francia fino a quel tragico 3 maggio del 1987, in cui scrisse su un pezzo di carta “Perdonatemi, la vita mi è insopportabile”, prima di ingerire una dose fatale di barbiturici nella sua casa in rue d’Orchampt sulla Butte di Montmartre a Parigi.
Negli ultimi anni, però, si è scoperto che effettivamente la fascinosa cantante aveva delle radici calabresi, visto che i suoi genitori, Pietro e Giuseppina, erano di Serrastretta, una cittadina in provincia di Catanzaro. Nel trentesimo anniversario dalla morte dell’inteprete di successi come La danza di Zorba, L’ultimo valzer e Ciao amore ciao, la Regione Calabria ha deciso di renderle ufficialmente omaggio con una serata e uno speciale TV, previsti per il prossimo 5 agosto a Serrastretta. Un secondo omaggio a distanza di pochi mesi dal primo, avvenuto lo scorso 29 aprile, nella capitale francese, quando una rappresentanza serrastrettese ha partecipato agli eventi commemorativi organizzati dal fan-club internazionale di Dalida, presso il cimitero di Montmartre.
Il sindaco di Serrastretta Felice Maria Molinaro, in quell’occasione, ha deposto sulla tomba dell’indimenticabile artista un mazzo di rose bianche, i suoi fiori preferiti, accompagnati da una targa-ricordo, inviata dal Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, poi consegnata al fratello Bruno Gigliotti, in arte Orlando,  a nome della Calabria e di tutti i calabresi. Per il prossimo 5 agosto, per rinsaldare nell’immaginario collettivo le origini italiane di Dalidà, la Regione Calabria, il Comune di Serrastretta e l’associazione calabrese a lei dedicata, daranno vita all’iniziativa intitolata Avec le temps, una serata di musica e spettacolo presentata dal giornalista e conduttore-tv Francesco Occhiuzzi e che vedrà la partecipazione di tantissimi ospiti nazionali, tra cui Cristiano Malgioglio, Silvia Mezzanotte, Maria Letizia Gorga e tanti altri. 

“È vero – spiega il Sindaco Felice Maria Molinaro – in pochi sanno che la culla delle sue origini è la Calabria ed il paese delle radici italiane di Dalida è Serrastretta, che lei visitò il 5 aprile del 1962, e che l’accolse con un trionfo di popolo incredibile, riservandole un’accoglienza entusiastica e straordinaria, come ad un capo di stato, con le finestre addobbate con coperte e tappeti come quando passa la processione della Madonna”. Ricorda il Sindaco della cittadina calabrese che “a casa di Dalida si ascoltava la radio e si parlava in italiano, e lei stessa aveva un passaporto italiano, avendo la sua famiglia conservato la cittadinanza ed il domicilio in patria presso il Comune di Serrastretta. Tutta l’anagrafica della sua famiglia è trascritta nei registri di questo Comune, nel quale è presente anche la trascrizione del suo estratto di nascita, e fu proprio la Municipalità di Serrastretta a fare per lei le pubblicazioni di matrimonio nel 1961. Dalida è sempre stata orgogliosa delle sue origini calabresi, non perdendo occasione per ricordarle. 

Un esempio eclatante è la sua partecipazione, nel 1966a “Johnny Sera”, programma serale di grande successo sulla RAI, condotto da Johnny Dorelli: durante un simpatico sketch tra i due, Dalida, che rivela di chiamarsi “Iolanda Gigliotti “, afferma di essere “calabrese, di Serrastretta. D’altra parte, nascere in un luogo può essere un fatto del tutto accidentale, quello che conta rimane lo spirito della cultura che si respira, l’educazione ricevuta, la storia e le vicende della propria famiglia. Serrastretta rappresenta quindi le radici di sangue, di lingua e di cultura di Dalida. Rivendicare queste origini e radici non è fare del banale campanilismoma un necessario punto di partenza per capire un mito e comprenderne la personalità e il carisma”. 

La manifestazione che le sarà dedicata vuole essere un momento per rendere omaggio alla grande cantante, a 30 anni dalla sua scomparsafacendo comprendere la sua straordinarietà e grandezza artistica e, nel contempo, un’occasione per far emergere le sue radici calabresi e la sua calabresità. “Vogliamo ricordarla a prescindere dal tristemente noto Festival di San Remo, del gennaio 1967, e dal suo rapporto con Tenco”, chiosa Molinaro. “Per noi, questo evento non sarà solo un doveroso tributo verso una donna che hadato lustro, nel mondo, all’Italia, alla Calabria e a Serrastrettaesprimendo il ricordo e la riconoscenza degli italiani, dei calabresi e dei serrastrettesi, ma sarà anche un’occasione per il riallacciare idealmente il filo spezzato tra Dalida e l’Italia, riparando al torto, fatto all’epoca dal pubblico italianodi aver facilitato il suo abbandono della scena in Italia, e quello di averla, nel tempo, quasi dimenticata. La memoria di Dalida in Italia non merita di essere destinata all’oblio ma, piuttosto, che venga ravvivata e che le sue canzoni vengano fatte ascoltare alle nuove generazioni. 

Dalida, una dea discesa dall’Olimpo che con la sua voce ha conquistato ed incantato tutti negli anni della bit generation e oltre. Prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto oltre 10 milioni di dischi nel 1964. Amata, idolatrata, invidiata e paparazzata. Una vita da fotoromanzo, da rotocalchi rosa che le dedicano le cover più belle e anche le più chiacchierate. Una star indimenticabile alla quale Parigi tributa, a 30 anni dalla sua tragica scomparsa, la mostra allestita presso il Palais Galliera di Parigi, inaugurata il 27 aprile scorso ed intitolata: “Dalida: il suo guardaroba in città e sulle scene”, che presenta gli abiti più belli indossati dalla famosa cantante e diva e recentemente donati dal fratello Orlando al Municipio di ParigiDal 1955 la cantante ha venduto più di 125 milioni di dischi premiati da oltre settanta dischi d’oro in sette lingue, due dischi di platino e quello di diamantecreato appositamente per lei.

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