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Antonio Cabrini timido latin lover

Antonio Cabrini è da sempre un bell’uomo, ma nel suo periodo d’oro come calciatore, le donne gli si scagliavano letteralmente addosso, mettendogli imbarazzo. Così, almeno, il ct della Nazionale di calcio femminile ha dichiarato al “Corriere Della Sera” esternando la sua perplessità nel veder all’epoca, tutte le ragazze innamorate di lui. <<Ero un ragazzino sconosciuto. Volevo nascondermi. Mi imbarazzava>> ha detto al quotidiano e anche se moltissimi uomini pagherebbero per vivere una sola giornata come queste vissute da lui, per Cabrini, tutto questo clamore femminile era fonte di disagio, anche perché lui non ha mai avuto la percezione oggettiva della sua avvenenza. <<A 13 anni, la mia prima fidanzatina era la più bella del paese, ma non non avevo la percezione di essere carino anch’io. Non sono mai stato vanesio, mi guardo poco allo specchio>> Nel descrivere il fenomeno che lo accompagnava ad ogni spostamento dopo i Mondiali del ‘78, Cabrini  ha poi specificato: <<Trovavo donne ovunque. La ressa era tale che ne uscivo con i vestiti strappati. Mi lanciavano catenine e ciondoli e ogni tanto mi colpivano in faccia. Al Sud, dove la folla era ancora più calorosa, non potevo scendere neanche dal pullman. Bloccavo tutta la squadra. Allora, Marco Tardelli, Paolo Rossi, Roberto Tavola, Cesare Prandelli, Domenico Marocchino mi scaraventavano fuori e se ne uscivano dietro di me tranquilli. Però qualcosa raccoglievano’ anche loro>>. In contrapposizione, però, l’ex campione ammette di non aver approfittato del tutto della situazione e di aver avuto il 30% delle donne che avrebbe potuto avere. Oggi è legato alla manager Marta Sannito, con la quale si scontra spesso a causa del carattere forte di entrambi, che li porta ad avere molte discussioni <<Cediamo a turno>> ha concluso (Katya Malagnini).

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