Set
23rd

LA TALPA: MAURIZIA PARADISO NEL CAST

Di solito la domenica pomeriggio, quella in cui la stragrande maggioranza della platea televisiva è impegnata a dare conto della propria passione per lo sport del pallone a esagoni bianchi e pentagonini neri, è il miglior serbatoio dal quale attingere notizie dal mondo della televisione e dello spettacolo. Quel lasso cronologico, infatti, rappresenta la vigilia della uscita di un nuovo numero di Sorrisi e Canzoni Tv che, in tal senso, è sempre aggiornato e sta sempre sulla notizia, per non parlare degli scoop, tanto è vero che siamo noi stessi di Scavicchia la notizia i primi che dalla rivista diretta da Alfonso Signorini “prendiamo in prestito” interviste e news. L’ultima della quale vogliamo tenervi aggiornati è una di quelle che si inseriscono in un panorama che non ha mai avuto lineamenti fissi. Finalmente, possiamo dire, il cast de La Talpa 3, il reality show più sfortunato della storia della televisione italiana, vede nuovi nomi e nuovi ingressi nella sua evanescente struttura. Scopriamo insieme chi sarà il nuovo, direttamente dall’Adnkronos che anticipa quanto possiamo leggere domani andando in edicola:
Maurizia Paradiso sara’ nel cast di “La Talpa”. Lo rivela “Tv Sorrisi e Canzoni” nel numero in edicola da domani. “Dopo il clamore suscitato dalla partecipazione di Vladimir Luxuria all”Isola dei famosi 6′, un nuovo colpo di teatro e’ in arrivo dunque nel reality in partenza il 9 ottobre su Italia 1 con la conduzione di Paola Perego. La candidata concorrente, 53 anni, convocata per un colloquio con gli autori pochi giorni fa, e’ uno dei transessuali piu’ famosi del mondo dello spettacolo italiano”, anticipa oggi “Tv Sorrisi e Canzoni”

Un cast che, al di là di ogni voce che vuole la scomparsa del reality dal palinsesto di Italia1 il quale vedrà inizio giovedì 9 ottobre, con la conduzione di Paola Perego e Paola Barale, si vede essere formato da Franco Trentalance, Mario Adinolfi, Pamela Camassa, Melita Toniolo, Emanuele Tittocchia, Natalia Bush, Melita Toniolo e, per ultimo, da Maurizia Paradiso, sulla falsariga di quanto avvenuto con Vladimir Luxuria con L’Isola dei Famosi. Le ultime voci vogliono in partenza per il SudAfrica anche Eleonora Brigliadori e i fratelli Cristiano e Salvatore Angelucci con la valenza di un solo concorrente. Insomma, il cast, senza volerci sbilanciare, sta iniziando ad avere una forma. Pare proprio che tra non molto le enigmatiche note della sigla del reality possono iniziare ad essere suonate…

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Set
23rd

GARRISON: «RITA DALLA CHIESA? È SENSIBILE. MARIA DE FILIPPI? LEI È TUTTO»

Il Ballo delle Debuttanti, seppur al suo esordio si sia contraddistinto come uno dei flop più inaspettati (la genialità autoriale di Maria De Filippi, un meccanismo che faceva eco al ben più famoso Amici, una buona dose di invadente trash che fa sempre presa sul pubblico erano caratteristiche che non lo facevano assolutamente presagire) per Canale5, in attesa di modifiche per la puntata di questa sera alla quale qualche cambiamento sarà sicuramente apportato, con ipotetico e sperato riflesso negli ascolti, ha avuto alcuni meriti. Oltre che portare dinanzi allo schermo in un orario che si discosta profondamente dal nido d’oro che è stata capace di costruirsi nel corso del tempo, ovvero Rita Dalla Chiesa in prime time, è stato anche propedeutico all’offrire in una nuova veste, in una nuova salsa il professore di ballo Garrison Rochelle che, in un’intervista a Vero che riportiamo qui di seguito nella sua interezza, si apre a confessioni e a sensazioni sì aspettabili da una persona sensibile come lui, ma che vedono conseguenza in un altro campo: la conferma della dimensione di umiltà di cui è protagonista, nel pubblico così come nel privato, un personaggio criticato ma così amato quale Maria De Filippi. Buona lettura:

Vi racconto la mia prima volta”, minaccia simpaticamente un effervescente Garrison Rochelle, il ballerino e coreografo texano che, alla soglia dei 53 anni, pochi giorni fa ha vissuto, con l’entusiasmo e la paura di una matricola, l’ennesimo debutto. Perché dopo una carriera costellata di successi, fortunatamente è alla sua prima esperienza da (quasi) conduttore che il diretto interessato si riferisce. Un ruolo pensato per lui proprio da Maria De Filippi, che per il nuovo reality show di Canale5, Il Ballo delle Debuttanti, la cui prima puntata delle sei previste è andata in onda il 14 settembre scorso, ha voluto affidare la conduzione al duo ben assortito composto dalla veterana Rita Dalla Chiesa e, appunto, dal neo presentatore Garrison. Vero ha incontrato il popolare insegnante di danza moderna di Amici poche ora prima che il programma aprisse i battenti e, come al solito, l’ipersensibile artista americano non ha risparmiato confessioni ed emozioni dalle tinte forti.

Sembra che al Ballo delle Debuttanti, al momento, il vero esordiente sia lei…
Sì, per me è un debutto. Ma non mi sento nervoso. Mi sento “gasato” e pronto. Soprattutto perché ho la piacevole sensazione che questo tipo di impegno sia assolutamente nelle mie corde, e quindi so che posso farlo. Ma non userei la parola “conduttore”, preferisco definirmi “spalla di Rita Dalla Chiesa”. Quando ci sarà discussione in studio, tra le ragazze o anche tra i due coreografi Iancu e Goodson, io proverò ad aiutare Rita con la mia esperienza maturata in 8 anni di dibattiti in studio.
Come ogni sfida, anche lei si sarà posto degli obiettivi…
Non ci sono dubbi. Prima cosa, non voglio assolutamente fare figuracce! So perfettamente che il mio italiano è a rischio, e quindi posso incasinarmi in ogni momento. Ma allo stesso modo mi tranquillizza il fatto che ho dalla mia parte tutto il pubblico di Amici, che ha già dimostrato di “sopportarmi” così come sono. Con tutte le mie gaffe.
Quali sono le tue sensazioni sulle aspiranti debuttanti?
Tutte le ragazze sono carine nel loro essere diverse l’una dall’altra. La cosa pazzesca è vedere come le due squadre, che si sono appena formate, rispecchiano già la personalità e l’indole dei due coreografi che le guidano. Ma io, che per ovvie ragioni sono più vicino al modo di intendere la danza di Bill Goodson, cercherò di mantenere per quanto possibile una certa imparzialità. Ma l’ipocrisia non serve. È risaputo quanto io sia distante dalla filosofia di Iancu. Io vado al cuore, alle emozioni. Lui privilegia l’eleganza, la bellezza. Ma ripeto ancora una volta: la bellezza non sempre trasmette emozioni.
E che impressione ha avuto dal cast d’eccezioni dei ballerini? C’è qualcuno in cui rivede il giovane Garrison ballerino?
Ritrovarmi a lavorare con Kledi, Leon, Francesco (Mariottini, ndr) è stato come rivedere tutti i “miei figli”. Così mi piace chiamarli, i miei “belli” delle debuttanti. È stato sorprendente, per me, vedere quanti progressi ha già fatto, a distanza di qualche mese dalla fine di Amici, Francesco. E per tanti motivi Kledi è l’artista cui sono più affezionato. L’ho conosciuto ancor prima che diventasse famoso, l’ho portato io a Roma per Buona Domenica. Ma anche per lui, non vivo alcun meccanismo di identificazione. No, in generale non ci sono ballerini che assomigliano al “Garrison ballerino” di tanti anni fa.
Che impressione le ha fatto Rita Dalla Chiesa?
Con lei c’è stato immediatamente un feeling eccezionale. Da una parte me l’aspettavo, ma dall’altra mi ha sorpreso comunque scoprire quanto Rita sia generosa e sensibile. Lei si è detta contenta di me, e quanto mi ha fatto ancora più piacere. E poi apprezzo di lei un’altra cosa: parla sempre benissimo di Maria, e questo per me conta tantissimo. E a completare il quadro c’è anche il fatto che Rita non ha avuto paura ad ammettere di temere un po’ questo impegno. Ha detto anche di non voler deludere Maria. Trovo che questo sia bellissimo! Una manifestazione di umiltà che me la fa sentire ancora più vicina.
E di Maria, invece, che cosa ci dice?
Maria per me è una madre, una sorella, un’amica e una fidanzata. Se io fallisco, non ho problemi ad ammetterlo, mi dispiacerà non per me, né per il pubblico. Ma per Maria. Se la deludo, io mi sotterro. Lei ha dimostrato di avere una fiducia in me che io stesso non nutro nei miei confronto. A dimostrazione di quanto entusiasmo sento in questo momento, vi dico che non so nemmeno quanto mi pagheranno, ancora!
Ha un messaggio, in stile C’è posta per te, da recapitare a Maria?
Ricordo che, tanto tempo fa, ai tempi di Buona Domenica con Costanzo, ebbi un disguido proprio con lui. Io, come al solito, per la concitazione del momento non ero riuscito ad esprimermi come avrei voluto. Maria, il giorno dopo, già al mattino presto mi chiamò al telefono, invitandomi a Cinecittà. Io iniziai a piangere. Faceva freddo, ma lei mi ascoltò passeggiando per il parchetto degli studi televisivi. Poi volle che chiarissi con Costanzo e tutto, grazie a lei, tornò a posto. Seppi più tardi che Maria aveva fatto tutto questo per me pur avendo 39 di febbre.
Sappiamo che il vostro è un rapporto di vera amicizia…
Ci frequentiamo molto anche fuori dal lavoro. Passiamo insieme le feste, andiamo insieme anche in vacanza. C’è chi vuole andare in barca, c’è chi vuole fare shopping e chi, come me, invece vuole sempre… mangiare! Ed è sempre Maria a organizzare tutto.
Se la tua vita fosse un ballo, di che genere sarebbe?
Sarebbe senza dubbio un twist. Innanzitutto, perché ricorda da subito gli anni ’60, quelli della mia giovinezza. E poi perché io per lavoro ormai giro costantemente come una trottola!
Sarebbe “un passo a due”, ora?
No, adesso dovrei ballare da solo, ahimè! Anzi, a essere precisi, ballerei in questo momento con i miei cani. Ma non è la stessa cosa, lo ammetto. Io non smetto di sperare che prima o poi qualcosa di speciale, in amore, arrivi.
Qual è la sua situazione sentimentale, al momento?
Lasciamo perdere, è un disastro. Io in amore do tutto, e puntualmente perdo tutto. E soffro. E quando succede, sono guai: non mangio, non dormo più, perdo chili su chili. L’ultima volta è successo quattro anni fa, e ancora una volta, Maria è stata decisiva. Con l’affetto, certo, ma anche sdrammatizzando, prendendomi in giro. Così come dovrebbero fare sempre gli amici veri. Lei lo è stata.

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Set
23rd

‘LA STELLA DELLA PORTA ACCANTO’: QUESTA SERA SU RAIUNO TORNA BIANCA GUACCERO CHE AFFERMA DI ESSERE «MOLTO FORTUNATA»

La RaiUno che si è presentata per quattro serate su sette tutta show ha dato, almeno per questa prima settimana di programmazione, ottimi risultati, visti nel loro insieme. La rete diretta da Fabrizio Del Noce, però, ha costruito una propria identità a partire dal macrogenere serbatoio dal quale ha attinto i suoi più grandi e rappresentativi successi: la fiction. Giallo, commedia, di riflessione, sottogeneri che hanno dato natali a veri e propri elementi di distinzione. Nonostante, però, una maggiore importanza, figlia di un forse eccessivo rischio iniziale poi ripagato, ai varietà e ai suoi surrogati, la lunga e la “cortissima” serialità vivono ancora e, come ogni domenica sera, una nuova miniserie sta per avere inizio. Come nostro solito ve la presentiamo, per quella che è la trama e per quello che è il cast artistico per poi, qualora colpisca particolarmente noi quanto voi, analizzarla insieme. Tocca, questa sera, a La stella della porta accanto prodotta da Guido Lombardo per la Titanus in collaborazione con Rai Fiction, sceneggiata da Patrizia Carrano e Paola Pascolini per la regia di Gianfranco Albano. Di seguito la trama e i protagonisti:
Interpretata da Bianca Guaccero e Giorgio Lupano, la storia di una famiglia moderna e dagli equilibri precari che ritrova il piacere dei sentimenti puri e semplici. Una favola dei nostri giorni in onda domenica 21 e lunedì 22 settembre in prima serata su Raiuno. La regia è di Gianfranco Albano.

La storia: Matteo è un bambino di 10 anni. È cresciuto lontano dall’Italia, costretto a seguire un padre che per via del proprio lavoro ha condotto la famiglia in paesi lontani. Matteo ha perso la mamma. L’esplosione di una bomba Tamil ha coinvolto l’auto su cui viaggiavano madre e figlio, uccidendo la donna e lasciando il piccolo sconvolto. Jacopo lavora per il Ministero degli Esteri. È un giovane console destinato a diventare presto ambasciatore. Di famiglia benestante, figlio di un generale, Jacopo è cresciuto educato alla logica del rigore e della disciplina piuttosto che a quella dei sentimenti. Questo lo ha aiutato ad affrontare con successo la sua professione tanto da essere uno tra i più giovani diplomatici in carica al ministero, ma ha determinato in lui un distacco e una freddezza che non gli permettono suo malgrado di essere un bravo padre. Jacopo è il papà di Matteo.

Un anno dopo la morte della moglie, terminato il suo incarico in India, l’uomo torna in Italia con i due figli: Matteo e Giulia. Giulia ha solo 5 anni e forse questo le permette di non rendersi conto fino in fondo della perdita subita, mentre Matteo è in un momento di grande crisi, arrabbiato com’è con il padre che ritiene indirettamente responsabile della morte della madre e che lo ha trascinato lontano da casa, lontano dai suoi amici, lontano dalle certezze di cui un bambino ha bisogno nella ricerca della propria identità. È in questo clima di tensione familiare che i tre arrivano a Roma accolti in casa dalla cognata di Jacopo, Roberta: una giovane donna in carriera, da sempre innamorata di lui, rassegnata anni prima a vedersi preferita la sorella e che ora vede nel ritorno di Jacopo la possibilità di una rivincita. Roberta si dimostra una PR straordinaria per le ambizioni ancora irrisolte del cognato, ma come zia si rivela severa e incapace tanto che i bambini, scontenti di dover lasciare di nuovo l’Italia e la vecchia villa di famiglia, guardano con sospetto all’ipotesi che la donna possa seguire Jacopo nel suo prossimo incarico all’estero.

A sconvolgere, e più tardi a ristabilire, nuovi equilibri familiari e sentimentali a Villa Sanseveri sarà l’arrivo accidentale di Stella, una giovane addestratrice di cani. Stella è di umili origini, è una bella ragazza, ma è soprattutto una persona capace di trasferire sugli esseri umani la stessa generosità e disponibilità con le quali sa catturare la fiducia degli animali. Nonostante l’opposizione di zia Roberta, Matteo e Giulia ottengono che Stella entri in casa come loro governante insieme a Carlotta, un’ineducata, gigantesca, simpatica, devastante femmina di terranova che le è irrinunciabile appendice. Tra equivoci e conflitti, allontanamenti e riappacificazioni, nuovi sentimenti e vecchie gelosie, Stella riuscirà, complice il cuoco Giacinto (il maggiordomo tuttofare finto francese di casa Sanseveri) a rieducare ai sentimenti i “cuori in inverno” dei protagonisti di questa storia che vuole essere una favola moderna con i colori della commedia sentimentale.

I protagonisti: Ad interpretare questa favola moderna in due puntate Bianca Guaccero, nel ruolo di Stella, la simpatica addestratrice di cani; Giorgio Lupano, Jacopo, il brillante diplomatico; Stefania Orsola Garello, Roberta, la zia. Negli altri ruoli, Lorenzo Vavassori, Matteo; Evaluna Pieroni, Giulia; Rodolfo Lagana’, Giacinto; Valerio Morigi, Sergio, e Sergio Fiorentini, l’ ambasciatore Molteni.

Chi, però, meglio della protagonista può raccontare e, in un certo qual senso, anticipare ciò che meglio vedremo in questa prima serata di RaiUno dedicata alla cortissima serialità? In merito, riportiamo un’intervista rilasciata da Bianca Guaccero pubblicata da Il giornale:

«Passavamo in macchina davanti al teatro Ariston di Sanremo. C’era un mare di gente che mi applaudiva. Allora ho gridato all’autista “Fermi! Fermi!”, sono scesa, e mi sono gettata nel mio primo bagno di folla. Ho pensato: un’occasione simile quando mi ricapita più?». Non sappiamo se ci sarà ancora, come al Festival di Sanremo, una folla che acclamerà Bianca Guaccero. Di certo la carriera di questa pugliese dagli occhi di velluto è in continua ascesa (ultimo titolo La stella della porta accanto, in onda stasera e domani su Raiuno) e singolarmente destinata a ripercorrere le tracce di altre indimenticabili more del nostro cinema: la Anna Magnani di Assunta Spina che ha interpretato in tv, la Cardinale del Gattopardo che ha recitato in teatro e la Marisa Allasio di Poveri ma belli che rivivrà in musical, debutto previsto al Sistina di Roma a metà novembre.
Ma lei cos’ha in comune con queste grandi?
«Per carità: assolutamente nulla! Non posso neppure tentare confronti. Diciamo che forse in me c’è una spontaneità che può ricordarle. Io non cerco a tutti i costi di piacere. Io sono verace. Sono come il pane col pomodoro».
Anche in La stella della porta accanto è così poco autocompiaciuta?
«Soprattutto! Interpreto Stella, un’addestratrice di cani simpatica ma casual, un po’ Bridget Jones un po’ Mary Poppins, che diventa per caso la baby sitter dei bambini d’un fascinoso diplomatico - Giorgio Lupano - divenuto vedovo e indurito con se stesso e coi figli. È una commedia sentimentale, semplice come un bicchier d’acqua. Perché, come diceva mia nonna, “L’acqua è semplice; ma è l’unica cosa che disseta davvero”».
Le storie semplici rischiano anche di risultare banali…
«Se fatte senza amore, senza motivo. In questa invece c’è cuore, sensibilità, e un modo di raccontare chiaro e diretto. È una favola che unisce il sentimento all’ironia: fa ridere e commuove. Non è poi così semplice risultare semplici!».
Storie drammatiche, sentimentali, brillanti, il Festival di Sanremo. Cosa le manca per definire la sua carriera completa?
«Il musical. Ma anche questo lo farò presto: con la regia di Massimo Ranieri stiamo preparando la versione teatrale di Poveri ma belli con le musiche di Gianni Togni. Ballerò e canterò ben dieci canzoni, su una trama che ricalca solo in parte l’originale, deviando poi verso tempi e stili moderni».
I suoi ruoli e le sue interviste lasciano intuire in lei un carattere volitivo, esuberante, ambizioso. È esatto?
«Esuberante senz’altro: ho la fortuna di fare un lavoro che non farà mai morire il mio lato bambino. Volitiva sì, anche se senza merito: sono così perché il mio lavoro mi diverte da morire. Ambiziosa? Non saprei: di solito non faccio progetti e non penso al futuro, preferisco vivere nel presente, godendomi tutto ciò che la vita mi regala».
A quale qualità recitativa tiene di più?
«Anche qui: alla semplicità. È sui set che ho imparato che la semplicità è il più difficile degli artifizi. Per questo cerco di lavorare tanto, di lavorare sempre: ci si arriva solo studiando, faticando, imparando».
Il momento più brutto e il più bello della sua carriera.
«Il più brutto: la mattina che, a Sanremo, mi sono svegliata senza voce. Rimanere senza voce al festival: il massimo! Ma mi è servito per imparare una regola d’oro: quando hai un problema non nasconderlo, cerca invece di trasformarlo in un vantaggio. Così ho recitato e cantato con la voce roca, facendone quasi una cosa sexy».
E il più bello?
«Quello che sto vivendo al momento. Sono un tipo positivo, io. Forse per questo sono stata tanto fortunata».

L’appuntamento è per questa sera, alle 21.30, su RaiUno

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23rd

«METTO ALL’ASTA LA MIA VERGINITÀ», PAROLA DI RAFFAELLA FICO, EX GF8. QUANDO IL CATTIVO GUSTO È DI PRIM’ORDINE.

È proprio vero che la televisione e, molto più generalmente, la popolarità dà alla testa di chi ne è incredibilmente e sorprendentemente travolto. È allo stesso modo vero che c’è chi non sa gestirla, e ne diventa schiavo. Ed è oltremodo vero che chi fa parte del piccolo schermo sfrutta ogni possibile appiglio al quale ci si aggrappa per rimanere a galla e non affondare giù, verso l’oblio, quello che comunemente è conosciuto come dimenticatoio mediatico. Chi soffre di questa dipendenza da notorietà fa di tutto, quindi, pur di soddisfare la propria incessante sete. E a poco importa se determinati limiti sono vergognosamente superati. L’ultima, in tal senso, notizia che ha il retrogusto di una poco pudibonda provocazione è firmata Raffaella Fico, concorrente del Grande Fratello 8 che, in un’intervista rilasciata a Chi, il settimanale diretto da Alfonso Signorini afferma quanto possiamo apprendere, proprio riportandola, nella sua integrezza:

Alzi la mano chi in Italia conosce Natalie Dylan? La ragazza in questione è una giovane australiana tutta curve che ha da poco compiuto 22 anni e che ha deciso di mettere all’asta, per un milione di dollari, la sua verginità. “Mi devo pagare gli studi”, ha svelato via radio la giovane. La notizia ha fatto il giro del mondo, inevitabili i commenti. Al bar, nelle redazioni dei giornali, in radio, in tv, l’argomento è stato dibattutissimo. “Se li avessi, glieli darei”. “A me non piace”. “È uno scandalo. Con quei soldi compro una casa”. “Beh pensa se succedesse anche in Italia…”. Stop. Ebbene sì! Sta per succedere anche in Italia. E la vergine in questione non è una qualunque. È una vergine famosa soprattutto perché il suo stato di ragazza illibata lo ha voluto, difeso e sbandierato. È Raffaella Fico. Una che appena uscita dalla casa del Grande Fratello 8 della sua verginità ne ha fatto un credo, un vanto. Una che per andare a letto indossa solo un microperizoma e una goccia di profumo, ma si è coricata sempre senza un uomo al fianco. Questa volta, dice, fa sul serio. “Metto all’asta la mia verginità! Lo faccio per un milione di euro. Voglio vedere se c’è qualcuno che tira fuori questa somma per avermi”, afferma con voce ammaliante e sexy.

Raffaella, è proprio sicura di volersi concedere così?
Sì, e non capisco cosa ci sia di male.
C’è che… questa notizia farà rumore. E poi, la Chiesa afferma il valore della verginità. Non si scherza su questi argomenti.
Io credo che faccia più effetto sapere che c’è un uomo che spende un milione di euro per avermi e non che Raffaella Fico lancia una proposta indecente.
Dopo questo exploit i suoi genitore saranno contenti…
Sono grande e matura per prendermi le mie responsabilità. Fermo restando che sono convinta che nessuno tirerà fuori questa somma, io comunque la proposta oramai l’ho fatta.
E se il milione di euro dovesse saltar fuori?
Accetterò. Di certo sarò più che imbarazzata, ma un milione di euro è un milione di euro. Potrei realizzare i miei sogni.
Dica il primo.
Comprare casa a Roma.
Il secondo?
Potermi pagare un corso di recitazione.
E se il playboy milionario non le piacerà fisicamente?
Quando un uomo spende un milione di euro per te, per averti… automaticamente diventa affascinante.
Il playboy milionario vorrà sicuramente avere la prova che lei è davvero vergine. Come si fa?
Glielo spiego. Sono sei mesi che ho reso pubblicata questa mia situazione privata e durante questo periodo non è saltato fuori nessun amante o fidanzato che abbia dichiarato: “Io sono stato a letto con Raffaella Fico”. Questo che significa?
Che lei è vergine?
Sì. Del resto non mi manca l’atto sessuale perché non l’ho mai provato, non so che cosa significhi. L’ultimo bacio l’ho dato così tanto tempo fa che nemmeno lo ricordo.
Ha trascorso l’estate senza nemmeno avvicinarsi all’amore?
Proprio così. Niente flirt. Ho lavorato troppo.
Che succederà la notte in cui dovrà concedersi?
Se lui non mi piacerà fisicamente, manderò giù un bicchiere di vino e pazienza.
Che look userà? Si vestirà come Demi Moore nel film Proposta indecente?
Capelli sciolti, mi sanno di selvaggio. Poco trucco e vestiti semplici.
E se la proposta dovesse arrivare da uno sceicco? È pronta a entrare nel suo harem?
Oddio non per sempre, impazzirei. E poi chiariamo: il debito va saldato subito.

La verginità, che in una società consumistica come la nostra non è più né vista né vissuta come un valore, ma come un traguardo da tagliare quanto prima per vanto personale e agli occhi altrui, al prezzo di 1 milione di euro. Non credo, personalmente, ci siano commenti da fare. Sgomento, vergogna, voglia di cavalcare l’onda dell’attualità? Qualunque sia la ragione, il pessimo gusto è di prim’ordine. E non siamo bigotti.

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Set
23rd

ANTONIO MARANO: «RAIDUE VINCERÀ ANCORA: IL 2009 SARÀ NEL SEGNO DI X FACTOR»

Non sempre l’esperienza va di pari passo con la bravura, e questo ha senso in campo televisivo così come nella vita, molto genericamente. Quando una persona ricopre ruoli abbastanza impegnativi, ci si aspetta sempre il massimo delle proprie capacità, incondizionatamente rispetto a quelli che possono essere fattori di disturbo esterni. Ci sono, però, eccezioni che confermano regole che non dovrebbero essere neanche tali, quanto piuttosto cose date per scontate, parte integrante di un imprinting di una società, quella odierna, che sovverte anche l’incredibile e si sforza di fare altrettanto con l’impossibile. Ed è così che RaiDue, da alcuni anni a questa parte, è sotto la guida di Antonio Marano. Senza volerci sbilanciare su ciò che è stato propedeutico a tale tipologia di scelta, prendiamo atto di come la rete da lui diretta sia stata, nel corso del tempo, progressivamente svestita di un’identità che attualmente fatica a ritrovare e, tantomeno, a costituire. Anche l’opera di (teorico) svecchiamento messo in atto con la sostituzione di alcune colonne del canale, ritenute troppo filo-geriatriche, non ha portato a poi chissà quale risultato. L’ostinazione del direttore leghista, però, è tanta, e la si può scorgere in questo pezzo tratto dall’Apcom che vi proponiamo di seguito:

Raidue vincerà ancora, e con risultati migliori a quelli dell’anno scorso, nel segno dell’innovazione. Ne è certo il direttore Antonio Marano, che conversando con i giornalisti a Cagliari in occasione del Prix Italia, non nasconde l’ottimismo sull’andamento della nuova stagione televisiva dopo gli ottimi frutti raccolti in primavera. Tante le novità sugli schermi della rete che, per missione editoriale, punta su un target giovane e dinamico: dall’arrivo di Daria Bignardi, a febbraio, alla rubrica sul federalismo condotta da Gianluigi Paragone, si chiamerà ‘Malpensa, Italia‘ e arriverà a gennaio. Senza dimenticare la tradizione e i punti di forza della rete: a cominciare da Santoro, che tornerà il 25 settembre (”è fazioso ma è un grande professionista“, spiega Marano, “contento” per l’arrivo di Corrado Formigli), fino a ‘X Factor‘. Dopo lo scetticismo iniziale poi rivelatosi infondato, infatti, Marano non ha dubbi: “Il 2009 sarà l’anno di ‘X Factor’, sarà quello che ci darà identità e costruirà il cosiddetto ‘effetto rete‘”.

Il segreto, per il direttore di Raidue, è innovare ed essere lungimiranti, anche di fronte alle critiche, come quelle sull’Isola dei Famosi, “giuste nel merito ma sbagliate sul principio“: “Forse l’Isola farà meno ascolti, ma alla fine la rete ne farà di più“, assicura Marano spiegando le ragioni che lo hanno portato a spostare il reality della Ventura al lunedì. D’altronde, “l’Isola è il primo amore“, ammette, ma “la rete non può essere vincente se non si fa un discorso complessivo“. Per questo è necessario innovare e anche rischiare: “Tutti parlate del bisogno di facce nuove - osserva Marano - va bene, ma poi per valorizzarle ci vuole tempo. Se ora Max Giusti va a fare i ‘pacchi’ di chi è il merito?“.

Insomma, il direttore gioca per vincere “il campionato”, non “una partita”. E lo fa con lungimiranza, pur sapendo che a raccogliere i frutti potrebbe non essere lui: “Chi come me fa prodotto, lo fa con tutta la passione possibile, senza porsi il problema di cosa succede al settimo piano di Viale Mazzini. Abbiamo il dovere di andare avanti, questa è la forza dell’azienda Rai“, taglia corto Marano, osservando che “lo ha fatto anche il Cda”, approvando l’accordo con Sky sui diritti delle Olimpiadi e dei Mondiali. La forza di Raidue è invece “sperimentare”, come prima di Marano hanno fatto due “grandi direttori” come Freccero e Sodano: “fui io a puntare sui seriali invece che sulla fiction quando nessuno ci credeva“, fa notare il direttore, ammettendo che su questo piano “un problema per la Rai esiste, perchè se Mediaset compra Warner e Universal e Murdoch ha Fox è chiaro che questo incide sui nostri programmi“. Eppure, sottolinea, “noi innoviamo molto sulla produzione interna“. Basti pensare a ‘Scalo 76‘ o a ‘Scorie‘, di cui Marano rivendica la paternità.

La qualità? Quella non manca, come dimostra il ritorno dell’Ispettore Coliandro, serie su un poliziotto politicamente scorretto scritta da Lucarelli e diretta dai Manetti bros., ma attenzione a non sottovalutare il ruolo della tv commerciale: “La mia tv - sottolinea il direttore - è al 50% servizio pubblico e al 50% tv commerciale. Grazie all’Isola io riesco a pagare il servizio pubblico“.

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23rd

LA TALPA: MAURIZIA PARADISO NEL CAST

Di solito la domenica pomeriggio, quella in cui la stragrande maggioranza della platea televisiva è impegnata a dare conto della propria passione per lo sport del pallone a esagoni bianchi e pentagonini neri, è il miglior serbatoio dal quale attingere notizie dal mondo della televisione e dello spettacolo. Quel lasso cronologico, infatti, rappresenta la vigilia della uscita di un nuovo numero di Sorrisi e Canzoni Tv che, in tal senso, è sempre aggiornato e sta sempre sulla notizia, per non parlare degli scoop, tanto è vero che siamo noi stessi di Scavicchia la notizia i primi che dalla rivista diretta da Alfonso Signorini “prendiamo in prestito” interviste e news. L’ultima della quale vogliamo tenervi aggiornati è una di quelle che si inseriscono in un panorama che non ha mai avuto lineamenti fissi. Finalmente, possiamo dire, il cast de La Talpa 3, il reality show più sfortunato della storia della televisione italiana, vede nuovi nomi e nuovi ingressi nella sua evanescente struttura. Scopriamo insieme chi sarà il nuovo, direttamente dall’Adnkronos che anticipa quanto possiamo leggere domani andando in edicola:
Maurizia Paradiso sara’ nel cast di “La Talpa”. Lo rivela “Tv Sorrisi e Canzoni” nel numero in edicola da domani. “Dopo il clamore suscitato dalla partecipazione di Vladimir Luxuria all”Isola dei famosi 6′, un nuovo colpo di teatro e’ in arrivo dunque nel reality in partenza il 9 ottobre su Italia 1 con la conduzione di Paola Perego. La candidata concorrente, 53 anni, convocata per un colloquio con gli autori pochi giorni fa, e’ uno dei transessuali piu’ famosi del mondo dello spettacolo italiano”, anticipa oggi “Tv Sorrisi e Canzoni”

Un cast che, al di là di ogni voce che vuole la scomparsa del reality dal palinsesto di Italia1 il quale vedrà inizio giovedì 9 ottobre, con la conduzione di Paola Perego e Paola Barale, si vede essere formato da Franco Trentalance, Mario Adinolfi, Pamela Camassa, Melita Toniolo, Emanuele Tittocchia, Natalia Bush, Melita Toniolo e, per ultimo, da Maurizia Paradiso, sulla falsariga di quanto avvenuto con Vladimir Luxuria con L’Isola dei Famosi. Le ultime voci vogliono in partenza per il SudAfrica anche Eleonora Brigliadori e i fratelli Cristiano e Salvatore Angelucci con la valenza di un solo concorrente. Insomma, il cast, senza volerci sbilanciare, sta iniziando ad avere una forma. Pare proprio che tra non molto le enigmatiche note della sigla del reality possono iniziare ad essere suonate…

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23rd

GARRISON: «RITA DALLA CHIESA? È SENSIBILE. MARIA DE FILIPPI? LEI È TUTTO»

Il Ballo delle Debuttanti, seppur al suo esordio si sia contraddistinto come uno dei flop più inaspettati (la genialità autoriale di Maria De Filippi, un meccanismo che faceva eco al ben più famoso Amici, una buona dose di invadente trash che fa sempre presa sul pubblico erano caratteristiche che non lo facevano assolutamente presagire) per Canale5, in attesa di modifiche per la puntata di questa sera alla quale qualche cambiamento sarà sicuramente apportato, con ipotetico e sperato riflesso negli ascolti, ha avuto alcuni meriti. Oltre che portare dinanzi allo schermo in un orario che si discosta profondamente dal nido d’oro che è stata capace di costruirsi nel corso del tempo, ovvero Rita Dalla Chiesa in prime time, è stato anche propedeutico all’offrire in una nuova veste, in una nuova salsa il professore di ballo Garrison Rochelle che, in un’intervista a Vero che riportiamo qui di seguito nella sua interezza, si apre a confessioni e a sensazioni sì aspettabili da una persona sensibile come lui, ma che vedono conseguenza in un altro campo: la conferma della dimensione di umiltà di cui è protagonista, nel pubblico così come nel privato, un personaggio criticato ma così amato quale Maria De Filippi. Buona lettura:

Vi racconto la mia prima volta”, minaccia simpaticamente un effervescente Garrison Rochelle, il ballerino e coreografo texano che, alla soglia dei 53 anni, pochi giorni fa ha vissuto, con l’entusiasmo e la paura di una matricola, l’ennesimo debutto. Perché dopo una carriera costellata di successi, fortunatamente è alla sua prima esperienza da (quasi) conduttore che il diretto interessato si riferisce. Un ruolo pensato per lui proprio da Maria De Filippi, che per il nuovo reality show di Canale5, Il Ballo delle Debuttanti, la cui prima puntata delle sei previste è andata in onda il 14 settembre scorso, ha voluto affidare la conduzione al duo ben assortito composto dalla veterana Rita Dalla Chiesa e, appunto, dal neo presentatore Garrison. Vero ha incontrato il popolare insegnante di danza moderna di Amici poche ora prima che il programma aprisse i battenti e, come al solito, l’ipersensibile artista americano non ha risparmiato confessioni ed emozioni dalle tinte forti.

Sembra che al Ballo delle Debuttanti, al momento, il vero esordiente sia lei…
Sì, per me è un debutto. Ma non mi sento nervoso. Mi sento “gasato” e pronto. Soprattutto perché ho la piacevole sensazione che questo tipo di impegno sia assolutamente nelle mie corde, e quindi so che posso farlo. Ma non userei la parola “conduttore”, preferisco definirmi “spalla di Rita Dalla Chiesa”. Quando ci sarà discussione in studio, tra le ragazze o anche tra i due coreografi Iancu e Goodson, io proverò ad aiutare Rita con la mia esperienza maturata in 8 anni di dibattiti in studio.
Come ogni sfida, anche lei si sarà posto degli obiettivi…
Non ci sono dubbi. Prima cosa, non voglio assolutamente fare figuracce! So perfettamente che il mio italiano è a rischio, e quindi posso incasinarmi in ogni momento. Ma allo stesso modo mi tranquillizza il fatto che ho dalla mia parte tutto il pubblico di Amici, che ha già dimostrato di “sopportarmi” così come sono. Con tutte le mie gaffe.
Quali sono le tue sensazioni sulle aspiranti debuttanti?
Tutte le ragazze sono carine nel loro essere diverse l’una dall’altra. La cosa pazzesca è vedere come le due squadre, che si sono appena formate, rispecchiano già la personalità e l’indole dei due coreografi che le guidano. Ma io, che per ovvie ragioni sono più vicino al modo di intendere la danza di Bill Goodson, cercherò di mantenere per quanto possibile una certa imparzialità. Ma l’ipocrisia non serve. È risaputo quanto io sia distante dalla filosofia di Iancu. Io vado al cuore, alle emozioni. Lui privilegia l’eleganza, la bellezza. Ma ripeto ancora una volta: la bellezza non sempre trasmette emozioni.
E che impressione ha avuto dal cast d’eccezioni dei ballerini? C’è qualcuno in cui rivede il giovane Garrison ballerino?
Ritrovarmi a lavorare con Kledi, Leon, Francesco (Mariottini, ndr) è stato come rivedere tutti i “miei figli”. Così mi piace chiamarli, i miei “belli” delle debuttanti. È stato sorprendente, per me, vedere quanti progressi ha già fatto, a distanza di qualche mese dalla fine di Amici, Francesco. E per tanti motivi Kledi è l’artista cui sono più affezionato. L’ho conosciuto ancor prima che diventasse famoso, l’ho portato io a Roma per Buona Domenica. Ma anche per lui, non vivo alcun meccanismo di identificazione. No, in generale non ci sono ballerini che assomigliano al “Garrison ballerino” di tanti anni fa.
Che impressione le ha fatto Rita Dalla Chiesa?
Con lei c’è stato immediatamente un feeling eccezionale. Da una parte me l’aspettavo, ma dall’altra mi ha sorpreso comunque scoprire quanto Rita sia generosa e sensibile. Lei si è detta contenta di me, e quanto mi ha fatto ancora più piacere. E poi apprezzo di lei un’altra cosa: parla sempre benissimo di Maria, e questo per me conta tantissimo. E a completare il quadro c’è anche il fatto che Rita non ha avuto paura ad ammettere di temere un po’ questo impegno. Ha detto anche di non voler deludere Maria. Trovo che questo sia bellissimo! Una manifestazione di umiltà che me la fa sentire ancora più vicina.
E di Maria, invece, che cosa ci dice?
Maria per me è una madre, una sorella, un’amica e una fidanzata. Se io fallisco, non ho problemi ad ammetterlo, mi dispiacerà non per me, né per il pubblico. Ma per Maria. Se la deludo, io mi sotterro. Lei ha dimostrato di avere una fiducia in me che io stesso non nutro nei miei confronto. A dimostrazione di quanto entusiasmo sento in questo momento, vi dico che non so nemmeno quanto mi pagheranno, ancora!
Ha un messaggio, in stile C’è posta per te, da recapitare a Maria?
Ricordo che, tanto tempo fa, ai tempi di Buona Domenica con Costanzo, ebbi un disguido proprio con lui. Io, come al solito, per la concitazione del momento non ero riuscito ad esprimermi come avrei voluto. Maria, il giorno dopo, già al mattino presto mi chiamò al telefono, invitandomi a Cinecittà. Io iniziai a piangere. Faceva freddo, ma lei mi ascoltò passeggiando per il parchetto degli studi televisivi. Poi volle che chiarissi con Costanzo e tutto, grazie a lei, tornò a posto. Seppi più tardi che Maria aveva fatto tutto questo per me pur avendo 39 di febbre.
Sappiamo che il vostro è un rapporto di vera amicizia…
Ci frequentiamo molto anche fuori dal lavoro. Passiamo insieme le feste, andiamo insieme anche in vacanza. C’è chi vuole andare in barca, c’è chi vuole fare shopping e chi, come me, invece vuole sempre… mangiare! Ed è sempre Maria a organizzare tutto.
Se la tua vita fosse un ballo, di che genere sarebbe?
Sarebbe senza dubbio un twist. Innanzitutto, perché ricorda da subito gli anni ’60, quelli della mia giovinezza. E poi perché io per lavoro ormai giro costantemente come una trottola!
Sarebbe “un passo a due”, ora?
No, adesso dovrei ballare da solo, ahimè! Anzi, a essere precisi, ballerei in questo momento con i miei cani. Ma non è la stessa cosa, lo ammetto. Io non smetto di sperare che prima o poi qualcosa di speciale, in amore, arrivi.
Qual è la sua situazione sentimentale, al momento?
Lasciamo perdere, è un disastro. Io in amore do tutto, e puntualmente perdo tutto. E soffro. E quando succede, sono guai: non mangio, non dormo più, perdo chili su chili. L’ultima volta è successo quattro anni fa, e ancora una volta, Maria è stata decisiva. Con l’affetto, certo, ma anche sdrammatizzando, prendendomi in giro. Così come dovrebbero fare sempre gli amici veri. Lei lo è stata.

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Set
23rd

‘LA STELLA DELLA PORTA ACCANTO’: QUESTA SERA SU RAIUNO TORNA BIANCA GUACCERO CHE AFFERMA DI ESSERE «MOLTO FORTUNATA»

La RaiUno che si è presentata per quattro serate su sette tutta show ha dato, almeno per questa prima settimana di programmazione, ottimi risultati, visti nel loro insieme. La rete diretta da Fabrizio Del Noce, però, ha costruito una propria identità a partire dal macrogenere serbatoio dal quale ha attinto i suoi più grandi e rappresentativi successi: la fiction. Giallo, commedia, di riflessione, sottogeneri che hanno dato natali a veri e propri elementi di distinzione. Nonostante, però, una maggiore importanza, figlia di un forse eccessivo rischio iniziale poi ripagato, ai varietà e ai suoi surrogati, la lunga e la “cortissima” serialità vivono ancora e, come ogni domenica sera, una nuova miniserie sta per avere inizio. Come nostro solito ve la presentiamo, per quella che è la trama e per quello che è il cast artistico per poi, qualora colpisca particolarmente noi quanto voi, analizzarla insieme. Tocca, questa sera, a La stella della porta accanto prodotta da Guido Lombardo per la Titanus in collaborazione con Rai Fiction, sceneggiata da Patrizia Carrano e Paola Pascolini per la regia di Gianfranco Albano. Di seguito la trama e i protagonisti:
Interpretata da Bianca Guaccero e Giorgio Lupano, la storia di una famiglia moderna e dagli equilibri precari che ritrova il piacere dei sentimenti puri e semplici. Una favola dei nostri giorni in onda domenica 21 e lunedì 22 settembre in prima serata su Raiuno. La regia è di Gianfranco Albano.

La storia: Matteo è un bambino di 10 anni. È cresciuto lontano dall’Italia, costretto a seguire un padre che per via del proprio lavoro ha condotto la famiglia in paesi lontani. Matteo ha perso la mamma. L’esplosione di una bomba Tamil ha coinvolto l’auto su cui viaggiavano madre e figlio, uccidendo la donna e lasciando il piccolo sconvolto. Jacopo lavora per il Ministero degli Esteri. È un giovane console destinato a diventare presto ambasciatore. Di famiglia benestante, figlio di un generale, Jacopo è cresciuto educato alla logica del rigore e della disciplina piuttosto che a quella dei sentimenti. Questo lo ha aiutato ad affrontare con successo la sua professione tanto da essere uno tra i più giovani diplomatici in carica al ministero, ma ha determinato in lui un distacco e una freddezza che non gli permettono suo malgrado di essere un bravo padre. Jacopo è il papà di Matteo.

Un anno dopo la morte della moglie, terminato il suo incarico in India, l’uomo torna in Italia con i due figli: Matteo e Giulia. Giulia ha solo 5 anni e forse questo le permette di non rendersi conto fino in fondo della perdita subita, mentre Matteo è in un momento di grande crisi, arrabbiato com’è con il padre che ritiene indirettamente responsabile della morte della madre e che lo ha trascinato lontano da casa, lontano dai suoi amici, lontano dalle certezze di cui un bambino ha bisogno nella ricerca della propria identità. È in questo clima di tensione familiare che i tre arrivano a Roma accolti in casa dalla cognata di Jacopo, Roberta: una giovane donna in carriera, da sempre innamorata di lui, rassegnata anni prima a vedersi preferita la sorella e che ora vede nel ritorno di Jacopo la possibilità di una rivincita. Roberta si dimostra una PR straordinaria per le ambizioni ancora irrisolte del cognato, ma come zia si rivela severa e incapace tanto che i bambini, scontenti di dover lasciare di nuovo l’Italia e la vecchia villa di famiglia, guardano con sospetto all’ipotesi che la donna possa seguire Jacopo nel suo prossimo incarico all’estero.

A sconvolgere, e più tardi a ristabilire, nuovi equilibri familiari e sentimentali a Villa Sanseveri sarà l’arrivo accidentale di Stella, una giovane addestratrice di cani. Stella è di umili origini, è una bella ragazza, ma è soprattutto una persona capace di trasferire sugli esseri umani la stessa generosità e disponibilità con le quali sa catturare la fiducia degli animali. Nonostante l’opposizione di zia Roberta, Matteo e Giulia ottengono che Stella entri in casa come loro governante insieme a Carlotta, un’ineducata, gigantesca, simpatica, devastante femmina di terranova che le è irrinunciabile appendice. Tra equivoci e conflitti, allontanamenti e riappacificazioni, nuovi sentimenti e vecchie gelosie, Stella riuscirà, complice il cuoco Giacinto (il maggiordomo tuttofare finto francese di casa Sanseveri) a rieducare ai sentimenti i “cuori in inverno” dei protagonisti di questa storia che vuole essere una favola moderna con i colori della commedia sentimentale.

I protagonisti: Ad interpretare questa favola moderna in due puntate Bianca Guaccero, nel ruolo di Stella, la simpatica addestratrice di cani; Giorgio Lupano, Jacopo, il brillante diplomatico; Stefania Orsola Garello, Roberta, la zia. Negli altri ruoli, Lorenzo Vavassori, Matteo; Evaluna Pieroni, Giulia; Rodolfo Lagana’, Giacinto; Valerio Morigi, Sergio, e Sergio Fiorentini, l’ ambasciatore Molteni.

Chi, però, meglio della protagonista può raccontare e, in un certo qual senso, anticipare ciò che meglio vedremo in questa prima serata di RaiUno dedicata alla cortissima serialità? In merito, riportiamo un’intervista rilasciata da Bianca Guaccero pubblicata da Il giornale:

«Passavamo in macchina davanti al teatro Ariston di Sanremo. C’era un mare di gente che mi applaudiva. Allora ho gridato all’autista “Fermi! Fermi!”, sono scesa, e mi sono gettata nel mio primo bagno di folla. Ho pensato: un’occasione simile quando mi ricapita più?». Non sappiamo se ci sarà ancora, come al Festival di Sanremo, una folla che acclamerà Bianca Guaccero. Di certo la carriera di questa pugliese dagli occhi di velluto è in continua ascesa (ultimo titolo La stella della porta accanto, in onda stasera e domani su Raiuno) e singolarmente destinata a ripercorrere le tracce di altre indimenticabili more del nostro cinema: la Anna Magnani di Assunta Spina che ha interpretato in tv, la Cardinale del Gattopardo che ha recitato in teatro e la Marisa Allasio di Poveri ma belli che rivivrà in musical, debutto previsto al Sistina di Roma a metà novembre.
Ma lei cos’ha in comune con queste grandi?
«Per carità: assolutamente nulla! Non posso neppure tentare confronti. Diciamo che forse in me c’è una spontaneità che può ricordarle. Io non cerco a tutti i costi di piacere. Io sono verace. Sono come il pane col pomodoro».
Anche in La stella della porta accanto è così poco autocompiaciuta?
«Soprattutto! Interpreto Stella, un’addestratrice di cani simpatica ma casual, un po’ Bridget Jones un po’ Mary Poppins, che diventa per caso la baby sitter dei bambini d’un fascinoso diplomatico - Giorgio Lupano - divenuto vedovo e indurito con se stesso e coi figli. È una commedia sentimentale, semplice come un bicchier d’acqua. Perché, come diceva mia nonna, “L’acqua è semplice; ma è l’unica cosa che disseta davvero”».
Le storie semplici rischiano anche di risultare banali…
«Se fatte senza amore, senza motivo. In questa invece c’è cuore, sensibilità, e un modo di raccontare chiaro e diretto. È una favola che unisce il sentimento all’ironia: fa ridere e commuove. Non è poi così semplice risultare semplici!».
Storie drammatiche, sentimentali, brillanti, il Festival di Sanremo. Cosa le manca per definire la sua carriera completa?
«Il musical. Ma anche questo lo farò presto: con la regia di Massimo Ranieri stiamo preparando la versione teatrale di Poveri ma belli con le musiche di Gianni Togni. Ballerò e canterò ben dieci canzoni, su una trama che ricalca solo in parte l’originale, deviando poi verso tempi e stili moderni».
I suoi ruoli e le sue interviste lasciano intuire in lei un carattere volitivo, esuberante, ambizioso. È esatto?
«Esuberante senz’altro: ho la fortuna di fare un lavoro che non farà mai morire il mio lato bambino. Volitiva sì, anche se senza merito: sono così perché il mio lavoro mi diverte da morire. Ambiziosa? Non saprei: di solito non faccio progetti e non penso al futuro, preferisco vivere nel presente, godendomi tutto ciò che la vita mi regala».
A quale qualità recitativa tiene di più?
«Anche qui: alla semplicità. È sui set che ho imparato che la semplicità è il più difficile degli artifizi. Per questo cerco di lavorare tanto, di lavorare sempre: ci si arriva solo studiando, faticando, imparando».
Il momento più brutto e il più bello della sua carriera.
«Il più brutto: la mattina che, a Sanremo, mi sono svegliata senza voce. Rimanere senza voce al festival: il massimo! Ma mi è servito per imparare una regola d’oro: quando hai un problema non nasconderlo, cerca invece di trasformarlo in un vantaggio. Così ho recitato e cantato con la voce roca, facendone quasi una cosa sexy».
E il più bello?
«Quello che sto vivendo al momento. Sono un tipo positivo, io. Forse per questo sono stata tanto fortunata».

L’appuntamento è per questa sera, alle 21.30, su RaiUno

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Set
23rd

«METTO ALL’ASTA LA MIA VERGINITÀ», PAROLA DI RAFFAELLA FICO, EX GF8. QUANDO IL CATTIVO GUSTO È DI PRIM’ORDINE.

È proprio vero che la televisione e, molto più generalmente, la popolarità dà alla testa di chi ne è incredibilmente e sorprendentemente travolto. È allo stesso modo vero che c’è chi non sa gestirla, e ne diventa schiavo. Ed è oltremodo vero che chi fa parte del piccolo schermo sfrutta ogni possibile appiglio al quale ci si aggrappa per rimanere a galla e non affondare giù, verso l’oblio, quello che comunemente è conosciuto come dimenticatoio mediatico. Chi soffre di questa dipendenza da notorietà fa di tutto, quindi, pur di soddisfare la propria incessante sete. E a poco importa se determinati limiti sono vergognosamente superati. L’ultima, in tal senso, notizia che ha il retrogusto di una poco pudibonda provocazione è firmata Raffaella Fico, concorrente del Grande Fratello 8 che, in un’intervista rilasciata a Chi, il settimanale diretto da Alfonso Signorini afferma quanto possiamo apprendere, proprio riportandola, nella sua integrezza:

Alzi la mano chi in Italia conosce Natalie Dylan? La ragazza in questione è una giovane australiana tutta curve che ha da poco compiuto 22 anni e che ha deciso di mettere all’asta, per un milione di dollari, la sua verginità. “Mi devo pagare gli studi”, ha svelato via radio la giovane. La notizia ha fatto il giro del mondo, inevitabili i commenti. Al bar, nelle redazioni dei giornali, in radio, in tv, l’argomento è stato dibattutissimo. “Se li avessi, glieli darei”. “A me non piace”. “È uno scandalo. Con quei soldi compro una casa”. “Beh pensa se succedesse anche in Italia…”. Stop. Ebbene sì! Sta per succedere anche in Italia. E la vergine in questione non è una qualunque. È una vergine famosa soprattutto perché il suo stato di ragazza illibata lo ha voluto, difeso e sbandierato. È Raffaella Fico. Una che appena uscita dalla casa del Grande Fratello 8 della sua verginità ne ha fatto un credo, un vanto. Una che per andare a letto indossa solo un microperizoma e una goccia di profumo, ma si è coricata sempre senza un uomo al fianco. Questa volta, dice, fa sul serio. “Metto all’asta la mia verginità! Lo faccio per un milione di euro. Voglio vedere se c’è qualcuno che tira fuori questa somma per avermi”, afferma con voce ammaliante e sexy.

Raffaella, è proprio sicura di volersi concedere così?
Sì, e non capisco cosa ci sia di male.
C’è che… questa notizia farà rumore. E poi, la Chiesa afferma il valore della verginità. Non si scherza su questi argomenti.
Io credo che faccia più effetto sapere che c’è un uomo che spende un milione di euro per avermi e non che Raffaella Fico lancia una proposta indecente.
Dopo questo exploit i suoi genitore saranno contenti…
Sono grande e matura per prendermi le mie responsabilità. Fermo restando che sono convinta che nessuno tirerà fuori questa somma, io comunque la proposta oramai l’ho fatta.
E se il milione di euro dovesse saltar fuori?
Accetterò. Di certo sarò più che imbarazzata, ma un milione di euro è un milione di euro. Potrei realizzare i miei sogni.
Dica il primo.
Comprare casa a Roma.
Il secondo?
Potermi pagare un corso di recitazione.
E se il playboy milionario non le piacerà fisicamente?
Quando un uomo spende un milione di euro per te, per averti… automaticamente diventa affascinante.
Il playboy milionario vorrà sicuramente avere la prova che lei è davvero vergine. Come si fa?
Glielo spiego. Sono sei mesi che ho reso pubblicata questa mia situazione privata e durante questo periodo non è saltato fuori nessun amante o fidanzato che abbia dichiarato: “Io sono stato a letto con Raffaella Fico”. Questo che significa?
Che lei è vergine?
Sì. Del resto non mi manca l’atto sessuale perché non l’ho mai provato, non so che cosa significhi. L’ultimo bacio l’ho dato così tanto tempo fa che nemmeno lo ricordo.
Ha trascorso l’estate senza nemmeno avvicinarsi all’amore?
Proprio così. Niente flirt. Ho lavorato troppo.
Che succederà la notte in cui dovrà concedersi?
Se lui non mi piacerà fisicamente, manderò giù un bicchiere di vino e pazienza.
Che look userà? Si vestirà come Demi Moore nel film Proposta indecente?
Capelli sciolti, mi sanno di selvaggio. Poco trucco e vestiti semplici.
E se la proposta dovesse arrivare da uno sceicco? È pronta a entrare nel suo harem?
Oddio non per sempre, impazzirei. E poi chiariamo: il debito va saldato subito.

La verginità, che in una società consumistica come la nostra non è più né vista né vissuta come un valore, ma come un traguardo da tagliare quanto prima per vanto personale e agli occhi altrui, al prezzo di 1 milione di euro. Non credo, personalmente, ci siano commenti da fare. Sgomento, vergogna, voglia di cavalcare l’onda dell’attualità? Qualunque sia la ragione, il pessimo gusto è di prim’ordine. E non siamo bigotti.

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Set
23rd

ANTONIO MARANO: «RAIDUE VINCERÀ ANCORA: IL 2009 SARÀ NEL SEGNO DI X FACTOR»

Non sempre l’esperienza va di pari passo con la bravura, e questo ha senso in campo televisivo così come nella vita, molto genericamente. Quando una persona ricopre ruoli abbastanza impegnativi, ci si aspetta sempre il massimo delle proprie capacità, incondizionatamente rispetto a quelli che possono essere fattori di disturbo esterni. Ci sono, però, eccezioni che confermano regole che non dovrebbero essere neanche tali, quanto piuttosto cose date per scontate, parte integrante di un imprinting di una società, quella odierna, che sovverte anche l’incredibile e si sforza di fare altrettanto con l’impossibile. Ed è così che RaiDue, da alcuni anni a questa parte, è sotto la guida di Antonio Marano. Senza volerci sbilanciare su ciò che è stato propedeutico a tale tipologia di scelta, prendiamo atto di come la rete da lui diretta sia stata, nel corso del tempo, progressivamente svestita di un’identità che attualmente fatica a ritrovare e, tantomeno, a costituire. Anche l’opera di (teorico) svecchiamento messo in atto con la sostituzione di alcune colonne del canale, ritenute troppo filo-geriatriche, non ha portato a poi chissà quale risultato. L’ostinazione del direttore leghista, però, è tanta, e la si può scorgere in questo pezzo tratto dall’Apcom che vi proponiamo di seguito:

Raidue vincerà ancora, e con risultati migliori a quelli dell’anno scorso, nel segno dell’innovazione. Ne è certo il direttore Antonio Marano, che conversando con i giornalisti a Cagliari in occasione del Prix Italia, non nasconde l’ottimismo sull’andamento della nuova stagione televisiva dopo gli ottimi frutti raccolti in primavera. Tante le novità sugli schermi della rete che, per missione editoriale, punta su un target giovane e dinamico: dall’arrivo di Daria Bignardi, a febbraio, alla rubrica sul federalismo condotta da Gianluigi Paragone, si chiamerà ‘Malpensa, Italia‘ e arriverà a gennaio. Senza dimenticare la tradizione e i punti di forza della rete: a cominciare da Santoro, che tornerà il 25 settembre (”è fazioso ma è un grande professionista“, spiega Marano, “contento” per l’arrivo di Corrado Formigli), fino a ‘X Factor‘. Dopo lo scetticismo iniziale poi rivelatosi infondato, infatti, Marano non ha dubbi: “Il 2009 sarà l’anno di ‘X Factor’, sarà quello che ci darà identità e costruirà il cosiddetto ‘effetto rete‘”.

Il segreto, per il direttore di Raidue, è innovare ed essere lungimiranti, anche di fronte alle critiche, come quelle sull’Isola dei Famosi, “giuste nel merito ma sbagliate sul principio“: “Forse l’Isola farà meno ascolti, ma alla fine la rete ne farà di più“, assicura Marano spiegando le ragioni che lo hanno portato a spostare il reality della Ventura al lunedì. D’altronde, “l’Isola è il primo amore“, ammette, ma “la rete non può essere vincente se non si fa un discorso complessivo“. Per questo è necessario innovare e anche rischiare: “Tutti parlate del bisogno di facce nuove - osserva Marano - va bene, ma poi per valorizzarle ci vuole tempo. Se ora Max Giusti va a fare i ‘pacchi’ di chi è il merito?“.

Insomma, il direttore gioca per vincere “il campionato”, non “una partita”. E lo fa con lungimiranza, pur sapendo che a raccogliere i frutti potrebbe non essere lui: “Chi come me fa prodotto, lo fa con tutta la passione possibile, senza porsi il problema di cosa succede al settimo piano di Viale Mazzini. Abbiamo il dovere di andare avanti, questa è la forza dell’azienda Rai“, taglia corto Marano, osservando che “lo ha fatto anche il Cda”, approvando l’accordo con Sky sui diritti delle Olimpiadi e dei Mondiali. La forza di Raidue è invece “sperimentare”, come prima di Marano hanno fatto due “grandi direttori” come Freccero e Sodano: “fui io a puntare sui seriali invece che sulla fiction quando nessuno ci credeva“, fa notare il direttore, ammettendo che su questo piano “un problema per la Rai esiste, perchè se Mediaset compra Warner e Universal e Murdoch ha Fox è chiaro che questo incide sui nostri programmi“. Eppure, sottolinea, “noi innoviamo molto sulla produzione interna“. Basti pensare a ‘Scalo 76‘ o a ‘Scorie‘, di cui Marano rivendica la paternità.

La qualità? Quella non manca, come dimostra il ritorno dell’Ispettore Coliandro, serie su un poliziotto politicamente scorretto scritta da Lucarelli e diretta dai Manetti bros., ma attenzione a non sottovalutare il ruolo della tv commerciale: “La mia tv - sottolinea il direttore - è al 50% servizio pubblico e al 50% tv commerciale. Grazie all’Isola io riesco a pagare il servizio pubblico“.

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