I nostri attori migliori si sono fatti notare oltreoceano. E Hollywood li ha chiamati come una generosa e furba zia d’America, che butta l’occhio lontano e premia chi ha davvero talento dalle nostre parti. A cominciare dal bravo Pierfrancesco Favino che vedremo presto in tutte le salse cinematografiche made in USA. Dopo aver prestato il suo volto al Cristoforo Colombo di cera dell’esilarante Una notte al Museo, Favino sta per mostrare infatti il suo lato più crudele (ancora più cattivo di quando apparteneva alla temibile banda della Magliana…) e le sue doti di attore nel secondo episodio delle Cronache di Narnia, presentato in anteprima mondiale il 24 Luglio al Giffoni Film Festival. E a breve lo vedremo anche ne Il miracolo di Sant’Anna, diretto da Spike Lee e in Angeli e Demoni di Ron Howard, atteso sequel de Il codice Da Vinci. Prima di lui altri illustri colleghi sono salpati alla volta del Nuovomondo di pellicola. La bella Giovanna Mezzogiorno ha incantato i critici americani ne L’amore ai tempi del colera, ricoprendo un ruolo che un tempo sarebbe stato di una Magnani o di una Loren. E mentre la sarda Caterina Murino seduceva il plastico James Bond, Asia Argento, che negli States ha lavorato a lungo con registi del calibro di Gus Van Sant e di Sofia Coppola, ha scandalizzato il mondo col suo bacio canino in Go go Tales di Abel Ferrara. E perfino il buon Raul Bova, che come attore non ha mai brillato particolarmente, dopo un’imbarazzante parte in Alien Vs Predator e una morte prematura nella serie A proposito di Brian (dove gira più puntate chiuso in un’urna che da vivo) sembra aver trovato un posto d’onore nell’impero d’oltreoceano. Ridley Scott l’ha infatti scelto per The Company, megafiction miliardaria sul lato oscuro della CIA. L’argomento negli USA è parecchio inflazionato, è vero. Ma sempre meglio dei diari di Moccia…
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