Uscirà nelle sale americane il 25 luglio 2008, dopo aver fatto incetta di festival, a partire dal Sundance, che ha sempre avuto una particolare attenzione per le tematiche giovanili. E’ l’atteso documentario dell’America che torna a parlare dei suoi ragazzini e s’intitola American Teen. E’ la storia di quattro diciassettenni di una piccola cittadina dell’Indiana, ripresi quotidianamente per dieci mesi. La loro vita viene raccontata attraverso l’occhio attento di Nanette Burstein, che con inserti, interviste e anche il ricorso all’animazione, cerca di smontare una volta per tutte gli stereotipi del ragazzino made in USA. Nessuna reginetta della festa e nessuno sfigato di turno. Nessun burlone e nessun capitano della squadra di football, bello e cretino. Un collage di vita vera. Un ritratto di persone complicate. Adolescenti soli, inquieti, felici, disperati, apatici, che inventano il loro mondo a ridosso di quello degli adulti, un’astronave troppo stretta e lontana galassie per viverci. La puritana america che adora farsi da vetrina, a volte riesce a dire la verità. D’altronde non è la prima volta che una pellicola del genere arriva sul grande schermo. Basti citare lo struggente Thirteen di Catherine Hardwicke, o il toccante Paranoid Park e in generale tutte le pellicole di Gus Van Sant, che non fa che regalarci spaccati silenziosi del sottobosco adolescenziale. Lo stesso Juno, che fa ridere e commuove, è un bell’esempio di come il cinema possa arrivare al cuore dei ragazzi, senza diventare scemo…
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