Ott
15th

SCAVICCHIAMAIL: BASTA CON GIURATO!

Scavicchia la notizia, come ben saprete voi lettori, è un luogo aperto, un’isola felice in cui la parola è data a chiunque ne senta il bisogno, a chiunque senta l’esigenza di dire la sua su di una determinata tematica, a chiunque voglia mettere “i puntini sulle i” o offrire il proprio punto di vista su qualcosa che abbia a che fare con ciò di cui occupiamo quotidianamente, il mondo della televisione. Lo fate spesso, grazie ai commenti e a mail sempre più numerose, acute ed intelligenti, e non a caso, ringraziandovi dell’affetto che ci dimostrate con questi scritti ai nostri post e queste ultime mandate al nostro indirizzo scavicchialanotizia@libero.it, abbiamo creato una rubrica dove protagonisti siete giustappunto voi, i lettori, e i vostri pensieri e dubbi, lo Scavicchiamail. Quest’oggi, grazie alla stringata mail del nostro Vincenzo, poniamo all’attenzione una questione di cui, anche personalmente, mi sono spesso interrogato: Luca Giurato ci è o ci fa? È notorio il fatto per il quale l’ex conduttore di UnoMattina sia incredibilmente sempre fuori luogo, perennemente sopra le righe e puntualmente pronto a divertire (e a divertirsi, ad onor del vero) il pubblico. Ebbene, se fosse tutta una tattica per entrare nelle grazie di questo? Leggiamo insieme cosa ha da dirci il nostro lettore, con un tono morigerato rispetto a quello inizialmente utilizzato, però:
Per Luca Giurato: Basta con le solite tue cavolate , non fai ridere più a nessuno […] Se fossi il direttore Rai ti avrei preso e cacciato a calci nel sedere…

Per Ezio Greggio e Striscia la notizia: non parlate più di Giurato!!! Sapete lui fa il pagliaccio per fare parlare di sé - Basta, non dategli più importanza!

L’ultima, evidentemente la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata proprio ieri, durante la quinta puntata serale della sesta edizione de L’Isola dei Famosi 6 che ci ha perfettamente sintetizzato il nostro Expedit. Credendo di essere in pausa pubblicitaria, lo scoordinato Giurato si alza dalla sua poltrona di opinionista per andare a parlare alla Ventura affinché vi fosse stata possibilità utile allo scusarsi di quanto accaduto poco prima, ovvero un polverone alzato dal cattivo uso di un termine inglese in accezione negativa per quanto riguarda la lingua italiana, una questione diplomatica a cui aveva preso parte lo stesso. Credete sia davvero giusto porre uno stop al giornalista, che si avvicina sempre più alle sembianze di un comico perfetto nel suo modo di essere e che di discosta dal suo ruolo al quale minor importanza è costantemente riservata?

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Ott
15th

FRANCESCO FACCHINETTI: E SE PARLASSIMO DEL SUO X-FACTOR?

E’ un bene quando la televisione crea personaggi. E’ apprezzabile quando una rete punta tutto su di un nuovo personaggio, un nuovo volto. Non è apprezzabile quando questo avviene con RaiDue, in nome di Francesco Facchinetti. Da anni, la seconda rete nazionale, scommette su di questo personaggio. Prima le sue scorribande negli studi di Quelli che il Calcio con il suo Capitano Uncino. Una conduzione fallimentare di una appendice di Cd-Live. Il personaggio del dj sembrava non funzionare più, soprattutto dopo la partecipazione alla seconda edizione dell’Isola dei Famosi. Ed allora, nascosti i tatuaggi, niente più capelli rasati ed un abbigliamento giovane tendente sempre ad un forzato chic, nasce il nuovo Francesco, versione riveduta e corretta del giovine che, tuttora, può vantare già tre partecipazioni al Festival di Sanremo. Musicalmente un disastro la sua ultima partecipazione alla kermesse canora, in compagnia dell’eccellente cantante che non è altro che suo padre, storico componente del gruppo Pooh.
Ed ecco venire fuori un altro ruolo. Il presentatore televisivo. Prima un allenamento in compagnia di Simona Ventura da inviato della quinta edizione dell’Isola dei Famosi, e poi la “guida” di un programma importante come X-Factor, il talent show di RaiDue che, con Giusy Ferreri, ha fatto traballare qualsiasi certezza di successo ai frutti di Amici di Maria De Filippi, incontrastato fino allo scorso anno, nello “sfornare” nuovi volti del mondo dello spettacolo. Un progetto importante nelle sue mani. Una contrapposizione alla presentatrice di Canale5, verso la quale, come apprendiamo da TvBlog, si rivolge:
Lei è una grande esperta di televisione, durante i suoi programmi conduce con grande garbo e la gente non cambia canale perché il suo pubblico ama quello che sta vedendo e non vuole vedere altro. L’arrivo dei cantautori è naturale: chiedere ad un autore di un certo tipo di musica la cover di un brano che nulla ha a che vedere con il suo mondo musicale è stridente. Se lei guarda X Factor per cogliere delle cose, io guardo lei per imparare”.
Ed ora? Scalo76, il sabato, in pomeriggio di Mara Maionchi. Oggi pomeriggio? Beh, l’ho ritrovato in una intervista tutta a lui dedicata in Cargo, nello spazio curato dalla brava Maugeri. Un personaggio, a mio parere, costruito sul nulla. Un “Pooh-Factor” che, innegabilmente, ha contato molto. Un libro persino, Quello che non ti aspetti, che tuttora è possibile trovare il libreria, frutto di ben quattro mani tutte intente ad ideare la sua opera cartacea. A quanto ho potuto capire, da uno stralcio riportato da TvSorrisieCanzoni, un insieme di scorribande di un ragazzo che vuole, incessantemente, esaltare un sua naturale irriverenza nei confronti delle regole e delle imposizioni dettate almeno dal buon senso. Un mestiere, quello di presentatore, che si svilisce al suo cospetto. Tutti pronti a dire ed affermare “io lo trovo migliorato“. E ci credo! Anni ed anni passati dinanzi alle telecamere non possono far altro che migliorare, difficile peggiorare con l’allenamento. O sbaglio? Bisognerebbe puntare tutto su ragazzi che dimostrano già, sin dall’inizio, un valore aggiunto. Bisognerebbe insistere affinchè tutti coloro che desiderano entrare, per la porta principale, in televisione, non perdano coraggio. Nulla è per caso, inutile nascondersi dietro un dito. Nessuno mi ha mai rivolto la domanda per strada “Vorresti per caso fare il presentatore?”. Un discorso forse che può apparire banale, ma che è pregno di tanta delusione. Una delusione perenne dinanzi a ciò che oramai accade nel piccolo schermo. E su tutto questo, si potrebbe, davvero, scrivere un libro….

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Ott
15th

INTERVISTA A LAMBERTO SPOSINI: "DELLA TV NON ME NE FREGA NIENTE, NON VEDO L’ORA CHE ARRIVI IL FINESETTIMANA…"

Che siano le famose casalinghe di Voghera o che si tratti delle nonne di Torre del Greco, il pomeriggio della prima di Stato, la cui fortuna è riconosciuto essere basata sull’affetto nutrito nei suoi confronti da un target prevalentemente adulto, è, per loro decisione, indistintamente dalla zona di provenienza perciò, appannaggio de La vita in diretta, il più che decennale contenitore di cronaca rosa e nera condotto per anni da Michele Cucuzza ora protagonista di un mattino svestito di gaffes a cura di Luca Giurato, che abbiamo però potuto scorgere proprio ieri nella puntata de L’Isola dei Famosi, ora avente redini nelle salde mani del giornalista Lamberto Sposini. Anche il programma cult di RaiUno è passato al vaglio delle nostre critiche e dei nostri giudizi, come noto, ed oggi riportiamo questa intervista rilasciata dal conduttore a Il giornale:

Se attraversassi via Teulada come fa Lamberto Sposini per venirmi incontro, mi avrebbero già steso come una sogliola. Ma al suo cospetto auto e centauri si fermano in estasi. Alto e solenne, il bel Lamberto incede con la consapevole noncuranza del divo. Ha un gessato scuro, occhiali neri velati di mistero, un’aria complessiva da James Bond palestrato e un cincinin di autorevole sovrappeso. Uno splendido cinquantaseienne. Solo quando approda al bar dell’appuntamento, la circolazione si rianima davanti agli studi tv della Rai. Sono le dieci di mattina e Sposini si è preso una parentesi. Era già al lavoro da un po’ per preparare la tre ore pomeridiana della sua trasmissione La vita in diretta su Raiuno.

«Sei tornato nella tv che conta dopo due anni in ombra. Euforico?», gli chiedo mentre sediamo a un tavolinetto all’aperto.
«L’euforia non fa parte delle mie categorie. Neanche le grandi depressioni. Vivo le cose come sono», dice e si toglie gli occhiali alla Bond. Ha il colletto bianco aperto e il fazzoletto in tinta nel taschino.

«Nel 2006 hai sbattuto la porta del Tg5 di cui eri vicedirettore per un contrasto politico-giornalistico col direttore Carlo Rossella. Sei un tipo rognoso?».
«Nel giornalismo ci sono regole da rispettare. Se c’è una notizia, va data. Soprattutto se è politica e si è sotto elezioni. Nel mio caso era la dichiarazione di un esponente della sinistra. Ho difeso questo principio e il direttore non è stato d’accordo. Così è finita», dice. È un tipo calmo ma puntiglioso.

«Finita come?».
«Abbiamo bisticciato. Il giorno dopo ho detto: “Mi prendo una settimana di ferie fino alle elezioni”. Poi non sono più tornato perché Rossella fece sapere che si era rotto il rapporto di fiducia».

«Te ne sei andato dando a Rossella dello “scribacchino di Buonaiuti”, ossia zerbino berlusconiano».
«Non l’ho mai detto».

«L’hai pensato».
«Non mi piaceva che un quarto d’ora prima del Tg5 arrivassero a Rossella telefonate improprie. Non si fa. Si può ascoltare l’interlocutore, ma non prendere indicazioni».

«Qual è il tuo giudizio su Rossella?».
«Spiritoso e divertente. Memorabili i suoi racconti sull’Avvocato e su Montezemolo. Sul piano professionale però, io che avevo vissuto la stagione di Enrico Mentana, mi sono trovato a disagio», dice compreso.

«Cioè?».
«Mentana in tredici anni di direzione ha detto no a tutti. Politici, imprenditori, attori. Una diga insormontabile. Si faceva solo quello che il tg aveva deciso di fare. Alla fine, non arrivavano neanche le telefonate della direzione aziendale. Finita l’epoca Mentana, tana libera a tutti».

«Te ne sei andato senza un posto di ricambio. Coraggio, rabbia o consapevolezza che altri ti avrebbero cercato?».
«Un po’ tutte e tre le cose. Pensavo di essere in mezzo a una strada per rispetto di me stesso, ma che avrei trovato altrove. Orgoglio ferito in attesa di essere soddisfatto. Ma era più una sensazione. Io non frequento salotti, tantomeno politici, ma solo persone lontane dal potere».

«I due anni di esilio sono stati frustranti. Collaboravi con piccole tv come TeleNorba o Video Calabria».
«Non mi sono vergognato. Ringrazio chi mi ha dato fiducia e mi ha fatto lavorare. Il lavoro è sempre nobile, ma deve corrisponderti. Io ho fatto cose minori che rispondevano ai miei criteri».

«Come non bastasse, sei stato picchiato e rapinato mentre rientravi di notte a casa», gli ricordo.
«Come dire: un periodo di me..a… », ride.

«Per soprammercato, l’Ordine dei giornalisti ti ha sospeso tre mesi per un’intercettazione con Luciano Moggi».
«L’Ordine è anacronistico, non ne riconosco la validità e a due anni dal mio ricorso tutto ancora tace. Ma siamo iscritti e bisogna obbedire. Per me, però, che ho fatto del rispetto delle regole una ragione di vita, è stato un graffio che ha lasciato una cicatrice per sempre. Sono stato messo in croce come un furfante in combutta con altri furfanti. Mentre era una str..zata: parlavo di partite. Mi ha risarcito la solidarietà dei colleghi espressa con un’inserzione sui giornali», dice mentre uno sciame di televisivi in pausa dagli studi di via Teulada occupa il bar. Ci restringiamo. Lamberto ordina un caffè, io un Crodino con pistacchi. L’addetto mi guarda come fossi scemo e porta noccioline americane. Sgranocchiando, parliamo.

Ora sei di nuovo in auge con una trasmissione frivolotta - te l’ha rinfacciato Aldo Grasso - per un ex vicedirettore di tg.
«Un rotocalco di attualità. Me l’ha proposto il direttore della rete. Ho accettato con gioia. Non penso sia una diminutio, né che le sole cose serie siano la crisi economica. La vita è diversa. Tutto sta nel come si fa. Io lo faccio secondo la mia sensibilità e i miei filtri culturali».

Sei considerato un sale e pepe coi fiocchi. Chissà le avventure con quel po’ po’ di vamp che ospiti!
«Neanche mezza e non ci penso nemmeno».

Da Narciso fanfarone hai detto: «Non ho mai corteggiato. Non ho pazienza. O sono stato scelto o ho lasciato perdere».
«Sono stato baciato dalla fortuna. Abituato male, se vuoi. Ma sono effettivamente stato oggetto di accurate attenzioni. Forse, chissà, ho anche corteggiato».

Insomma, sei passivo.
«Al dunque, interagisco di buon grado».

Qual è il tg migliore?
«Il più sorprendente è il Tg2. Dà una lettura, sottolinea aspetti inediti. Gli altri, so sempre quello che diranno».

Il personaggio più televisivo?
«Fiorello. Ha una marcia in più. Fa un po’ tutto e bene. Recita, canta, balla, intrattiene, sa fare le interviste. Straordinario».

Il politico che più buca lo schermo?
«Tolto Berlusconi - discorso a parte perché la tv l’ha inventata e sa come utilizzarla - per chiarezza ed efficacia, i più dotati sono Maroni e Brunetta».

Uno che rende meno di quello che vale?
«Nel centrosinistra quasi tutti. I bravi sono antipatici, vedi D’Alema, o inguardabili come Prodi. La sinistra sconta anche in tv la pretesa superiorità che è la sua sventura. Pensano di avere la verità in tasca e sono supponenti. Straparlano di egemonia, ma chi sa comunicare è la destra».

Debutti come giornalista a “Paese Sera” e sei sempre stato di sinistra. Fino alla morte?
«Non voto da un paio di elezioni. Io sono per votare le persone e con questo sistema non si può. Ma anche con le preferenze mi asterrei. Non saprei chi votare e sono profondamente deluso dalla sinistra».

Vorresti condurre un talk show politico?
«Così come sono, mi interessa poco. Mi piacerebbe farne uno dal punto di vista della comunicazione. Prendi il governo Prodi. Al mattino Consiglio dei ministri, il pomeriggio ministri in piazza. Qual è il messaggio? Sublime in tv, ma invotabili».

Il tuo giornale (presenti esclusi)?
«Il Foglio, il Riformista, Libero. Danno una visione non scontata. Degli altri potrei disegnare le pagine in anticipo».

Il Cav, che combatti politicamente, ti ha stipendiato per lustri. Eri combattuto?
«Per nulla. Come editore è stato un modello, fino all’uscita di Mentana dal Tg5, nel 2003».

Lilli Gruber, tua collega quando eri al Tg1, ha lasciato l’Ue per la tv. Come Santoro. Perché si fanno votare?
«La politica è senza ritorno. Se ti fai eleggere, non puoi più fare giornalismo. La gente ti identifica in un certo modo».

Lilli la Rossa, per il suo ultimo libro, ha chiesto la prefazione al Cav. Gira col vento?
«Conoscendola, dubito salti il fosso. Il suo è senso di opportunità, non opportunismo. Se scrivessi un libro di un certo tipo, mi rivolgerei anch’io a Berlusconi. È da persone intelligenti che non sono schierate al limite del pregiudizio».

Il più bravo dei conduttori di talk show politici?
«Vespa, anche se è un cerimoniere. Ma sono tutti bravi i quattro Cavalieri dell’Apocalisse. La differenza è che Santoro e Floris parlano solo di politica perché, essendo indubitabilmente di sinistra, pensano di saperlo fare meglio. Il centrista Vespa e l’anarchico Mentana, senza quella formazione, né quella pretesa, si occupano anche di costume».

Degli emergenti, Antonello Piroso, Luca Telese, ecc., chi ti va a genio?
«Quelli che hai detto. Piroso ha un ego che arriva fino a Firenze, ma è bravo. Anche Telese, nonostante si veda che non è un televisivo. È questo, anzi, che mi piace. Sembra uno uscito dal bar che passa un momento in tv. Un’innocenza che paga».

Ci sono tizi che non intervisteresti per antipatia, distanza politica, ecc.?
«Intervisto tutti. È il mio mestiere».

Anche gli ingestibili, tipo Pannella, Sgarbi, Berlusconi o Cossiga?
«Sono quattro che in tv uno li vorrebbe tutti i giorni. Anche se vanno a ruota libera, sono provocatori stimolanti. Coi precisini dopo cinque minuti ti addormenti».

Con questa crisi, dove li metterai tutti i soldi che guadagni?
«Prendo meno di altri. In banca ho solo il mutuo per la casa in campagna. Ma sono preoccupatissimo per la crisi. Ha ragione il Papa: non c’è che da sperare in Dio».

Ho finito. Torna a pavoneggiarti in tv.
«Non me ne frega niente della tv. Non aspetto che il fine settimana per correre in campagna. Come i metalmeccanici».

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Ott
15th

MAX GIUSTI: "SONO TROPPO PRESENTE IN TV. VI PROMETTO CHE LASCIO LE PROSSIME SERIE DI RACCONTAMI E DISTRETTO DI POLIZIA"

Uno dei personaggi su cui, innegabilmente, il piccolo schermo ha puntato molto è Max Giusti. Ogni sera risponde positivamente all’ appello dei presenti con Affari Tuoi. Raccontami di RaiUno, e Distretto di Polizia di Canale5, e perchè no, anche RaiDue con il Quelli che, di Simona Ventura.Onnipresente, seppur bersaglio di qualche polemica. La mia, del tutto personale, rivolta alla sua presenza ad Affari Tuoi, format che “meritava” un presentatore dal maggiore carisma e dalla più delineata personalità. In ogni caso, ecco una interessante intervista che proprio stamane Il Giornale ha riportato.
Milano - Apre i pacchi, fa il maresciallo negli anni Sessanta e l’ispettore nei Duemila, si trasforma in Mastella, Ricucci, Berlusconi, Prodi e mille altri. Aiuto! Fermate Max Giusti, il globetrotter del video, lo Zelig che saltella come un furetto tra Rai e Mediaset. Domenica scorsa ha raggiunto il record: in pomeriggio, su Raidue, ha imitato Profumo, il gran capo di Unicredit sotto torchio da giorni. Alla sera, su Raiuno, ha gigioneggiato ad Affari tuoi e poi, dopo pochi minuti, è riapparso nella prima puntata di Raccontami, la seconda serie della fiction nostalgica.
«Oddio, mi faccio paura da solo - scherza lui - mi dispiace per quelli che non mi apprezzano, però possono sempre buttare il televisore dalla finestra».
Be’, detrattori o meno, è un gran bell’autunno per il comico romano che, per varie ragioni di palinsesto, si è trovato con quattro programmi in onda contemporaneamente. Il primo, ovviamente è Affari tuoi, difficilissima prova, di quelle da non dormire per settimane. Poi, appunto, Raccontami e Quelli che. E anche Distretto di polizia, una delle poche fiction che sta reggendo il prime time di Canale 5. In più domani sera sarà ospite a Carramba dove si inventerà duelli improbabili con Raffaella Carrà.

Allora, Max, sta vivendo pericolosamente?«Molto. Ma io non avrei voluto vedermi così tanto in video nello stesso momento. Sono coincidenze che però fanno piacere, soprattutto se scopri di essere gradito».
Un tour de force… «Figuriamoci che ho finito di girare Distretto da poco: due giorni registravo i pacchi, altri due sul set della fiction, e poi al venerdì via a Milano per la riunione con Simona. Mi sono fatto di Red Bull e addormentato su qualsiasi divano».
Fatiche ben spese…«Devo dire che sono molto contento. La scommessa più difficile era quella di Affari tuoi, alla sesta edizione e con predecessori come Bonolis, Pupo e Insinna ho corso un bel rischio».
Come ascolti, la partenza non è stata da sprinter…«Ma pian piano stiamo salendo, domenica siamo arrivati al 26 cento. Preferisco di gran lunga essere un mezzo fondista: magari arrivi primo al traguardo. Ora sono più rilassato: non mi sento più sotto esame e in trasmissione si percepisce. Comunque a me interessa molto di più il risultato artistico, con i pacchi ti consumi in fretta, bisogna inventarsi ogni volta qualcosa di nuovo».
I suoi segreti…«Credere in se stessi anche quando gli altri non lo fanno. Essere consapevoli dei propri limiti senza dichiararli pubblicamente. La mia fortuna, per quanto riguarda il giochino di Raiuno, è stato arrivare a condurlo a quarant’anni, quando hai le spalle quadrate e sai restare calmo».
Ricci dice che con lei la Rai ha trovato il conduttore con il sudore incorporato..«Ha ragione, ma è stato così solo nelle prime puntate, nello studio si schiattava dal caldo. E poi figuriamoci se replico a Striscia la notizia, magari tra un anno mi capita di fare un film con Greggio…».
Ha mai pensato di partecipare a qualche programma Mediaset, come Zelig?«Non sono fatti per me, non ho quel tipo di comicità che ti fa stare sul palco per tre o quattro minuti».
Infatti a Quelli che le spianano la strada…«E voglio sottolineare che, nonostante l’impegno su Raiuno, non ho lasciato Simona. Quest’anno lo show, anche grazie ai diritti sportivi, ha ritrovato una nuova vita».
La sua fidanzata andrà in giro per i corridoi Rai a cercarla…«Ma no, anzi è contenta, quando ero in tournée teatrale era peggio. Ora almeno torno a casa: e non mi riguardo neppure più in Tv tutte le sere… Ogni tanto spegniamo e usciamo a cena».
Invece sua madre non si perderà un minuto…«Incredibile: ogni giorno controlla lo share, ormai capisce di dati Auditel più di me».
Eppure la voleva mobiliere…«Era il lavoro di mio padre che ora è in pensione. Ma i miei genitori non mi hanno osteggiato, anzi mi hanno mantenuto fino a pochi anni fa. E il massimo che mi chiedono ora è una bella cena a base di pesce ogni tanto».
La dovremo sorbire in Tv a tutte le ore ancora per molto?«No. Anzi chiedo scusa per la troppa presenza. E faccio una promessa: rinunciare alle prossime serie di Raccontami e Distretto».
Ma coverà altri progetti...«… chissà».

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Ott
14th

ISOLA DEI FAMOSI 6-5 PUNTATA: FUORI MARIA GRAZIA. DENTRO LE GEMELLE DEVITO, ELA WEBER E PEPPE QUINTALE. ROSSANO E CHIARA IN NOMINATIONS.

E’ terminata una altra lunga e divertentissima puntata della sesta edizione dell’Isola dei Famosi, reality di RaiDue che Simona Ventura, in maniera estremamente scoppiettante e goliardico sta portando in porto per l’ennesima edizione, con un redivivo successo in quanto a popolarità, oltre che in termini numerici auditel, sempre importanti, ma spesso non specchio del gradimento di un programma. Preciso, in orario parte il programma, con una Ventura in frac, elegante e surreale. Polemiche e litigi spesso protagonisti di questa puntata. Il litigio tra Vladimir e Rossano spadroneggia nella prima parte, riportando nel colorato studio di ViaMecenate, un tema sociale, porto spesso di tante polemiche e centro di tanti talk show. Si passa poi a litigi più sterili, forse apparentemente più banali, ma che, per una trasmissione del genere rappresentano linfa vitale, target di tanta attenzione e morbosa curiosità da parte di noi telespettatori.
Beh, non c’è nulla da dire. Nel bene o nel male, Simona Ventura ha creato un altro “mostro televisivo”: Rossano Rubicondi. Il suo maccheronico inglese, il suo atteggiamente spavaldo alternato a momenti di apparente (solo apparente?) vuoto, rendono il personaggio protagonista di una buona fetta del programma. Perla della serata è la “gaffe” di Luca Giurato.
Del tutto distratto, e non accortosi che la pausa dettata dalla presentatrice fosse solo relativa al collegamento, e non alla messa in onda, si avvicina alla Ventura sussurandole qualcosa nell’orecchio non vorrei che una persona intelligente come te, se la fosse presa per prima….”. Ghiaccio nello studio, tutti fermi, increduli. Mara Venier cerca di riportare, fisicamente, Giurato in poltrona, ed una ridarola modello Carrà, Simona Ventura, non crede nè ai propri occhi nè alle proprie orecchie.
Valeria Marini fa il suo ingresso in studio. E, udite udite, si è già promessa alla prossima edizione del reality di RaiDue. L’Isola dei Famosi 7 sembra aver trovato già una nuova concorrente, con somma felicità del portafoglio di mammaRai.
Momento della eliminazione: ci avevate visto lungo voi lettori di ScavicchiaLaNotizia. Nel sondaggio infatti ben il 65% aveva previsto l’uscita di scena di MariaGrazia Maniscalco, con 196 voti. Permanenza in Honduras quindi per Carlo Capponi che, ben il 35% di voi lettori, con 104 voti, volevano in studio la prossima settimana.
Il successo, in simpatia, del quiz proposto la scorsa settimana, torna in studio. Banane, ami e filo, spaghetti ed una maschera da sub, il bottino della prova. Chiacchierata con l’eliminata Sonia Borgonovo, e via poi con le nominations. Il gruppo decide di porre in discussione la naufraga Chiara Zaffoni, per molti presente solo fisicamente in Honduras. A quanto traspare, la “sindrome di Enzo Paolo Turchi” sembra mietere altre vittime nel reality di Simona Ventura. Alessandro Feliù, ancora leader, decide di mettere in discussione non Carlo Capponi, che è apparso maggiormente integrato nel gruppo dei non-vip, ma Rossano Rubicondi, protagonista di un diverbio in settimana con lo stesso Feliù. Un “deficiente” di troppo, sembra aver salvato, ancora per una settimana, il surreale bidello bolognese.
L’isola dei Lavori Forzati vedrà un nuovo protagonista in settimana. Il tanto polemico Leonardo Tumiotto infatti, dopo aver tanto criticato Massimo Ciavarro, dovrà vivere isolato per una intera settimana. Fanno il loro ingresso sull’Isola Imma ed Eleonora De Vito, le gemelle napoletane che, a quanto hanno fatto vedere, non faranno sentire la mancanza di Carmen di Pietro sull’atollo. Ela Weber e Peppe Quintale, al solito modo di “elicottero”, giungono sull’isola, per la “non-felicità di tutti”. Solo Luxuria e pochi altri, sembrano contenti nel vedere nuovi arrivi.
La puntata termina con un mezzo striptease di Filippo Magnini: emblema della sua “estrema utilità” nel ruolo di inviato. Più taciturno della torcia che lo affianca durante tutta la trasmissione.
E voi, chi volete fuori dall’Isola dei Famosi? Votate il sondaggio qui di fianco!

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