Lug
23rd

Niente reginette o nerd, siamo solo American Teen

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Uscirà nelle sale americane il 25 luglio 2008, dopo aver fatto incetta di festival, a partire dal Sundance, che ha sempre avuto una particolare attenzione per le tematiche giovanili. E’ l’atteso documentario dell’America che torna a parlare dei suoi ragazzini e s’intitola American Teen. E’ la storia di quattro diciassettenni di una piccola cittadina dell’Indiana, ripresi quotidianamente per dieci mesi. La loro vita viene raccontata attraverso l’occhio attento di Nanette Burstein, che con inserti, interviste e anche il ricorso all’animazione, cerca di smontare una volta per tutte gli stereotipi del ragazzino made in USA. Nessuna reginetta della festa e nessuno sfigato di turno. Nessun burlone e nessun capitano della squadra di football, bello e cretino. Un collage di vita vera. Un ritratto di persone complicate. Adolescenti soli, inquieti, felici, disperati, apatici, che inventano il loro mondo a ridosso di quello degli adulti, un’astronave troppo stretta e lontana galassie per viverci. La puritana america che adora farsi da vetrina, a volte riesce a dire la verità. D’altronde non è la prima volta che una pellicola del genere arriva sul grande schermo. Basti citare lo struggente Thirteen di Catherine Hardwicke, o il toccante Paranoid Park e in generale tutte le pellicole di Gus Van Sant, che non fa che regalarci spaccati silenziosi del sottobosco adolescenziale. Lo stesso Juno, che fa ridere e commuove, è un bell’esempio di come il cinema possa arrivare al cuore dei ragazzi, senza diventare scemo…

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Lug
23rd

A volte ritornano…

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I coniugi Cruise, stanchi di dividere le copertine e lo scettro del successo con le dolci moine della loro bimba con il vezzo della moda, hanno deciso di rientrare in carreggiata. E annunciano due ritorni di fiamma. Tom sta per essere di nuovo arruolato fra le file della scuola d’aviazione più famosa del pianeta Hollywood, per ricalarsi nei panni di Maverick, indimenticabile pilota del blockbuster d’azione Top Gun. Per ora l’attore non ha ancora confermato la sua partecipazione al sequel che lo vedrebbe tornare sullo stesso set ben 22 anni dopo, stavolta come coraggioso istruttore di volo. Ma la sceneggiatura e già pronta, manca solo una firmetta, una formalità. Di questi tempi d’altronde rinfilarsi negli stretti costumi del passato è abbastanza di moda fra i grandi divi sulla via del declino. Basti pensare a Sylvester Stallone col suo ultimo Rocky Balboa, dove interpreta un decadente pugile nostalgico, o Harrison Ford, che non ha nessuna intenzione di mollare frusta e cappello e di abdicare in favore di un più agile Indiana Jones. Meno problemi con l’età li ha sicuramente la giovane Katie Holmes. La saccente Joey di Dawson’s Creek, dopo qualche pellicola senza infamia nè gloria, la piccola diva sembra aver scelto infatti di riapparire sul piccolo schermo, come guess-star in Eli Stone, popolare serie tv americana. Per chi ha nostalgia delle origini, basta sintonizzarsi sulla ABC in autunno…

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Lug
22nd

Gucci Biopic: Scott torna al rosa. A tinte nere.

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Gucci

Regista di film “maschi” per eccellenza, dal coraggioso Gladiatore agli spietati criminali senza scrupoli di American Gangster, dai mostriciattoli viscidi di Alien all’affamato cannibale Hannibal Lecter, il bravo Ridley Scott ha deciso di tinteggiare di nuovo di rosa le pareti dei suoi film. I precedenti in gonnella della sua filmografia sono d’altronde opere eccellenti. Thelma e Louise, avventura, amore, amicizia & passione on the road, ha lasciato il segno nella filmografia ideale di migliaia di donne. E con Un’ottima annata in molte hanno schiuso il cuore a un Russell Crowe più sornione che mai, e l’hanno accompagnato fra i bei vitigni francesi mentre cambiava la sua vita e si innamorava follemente. Un altro tentativo di affacciarsi al mondo femminile non può perciò che essere accolto con entusiasmo. Anche se a dirla tutta, la storia dedicata al grande stilista Gucci ha tinte gialle e sfocia nel nero. Uno degli dei dell’Olimpo moda, viene infatti raccontato in Gucci Biopic: due intense ore di pellicola che ripercorrono le torbide passioni di una delle Maison più acclamate e popolari del pianeta. La celebre famiglia è entrata nella storia per aver lanciato uno stile inimitabile e indiscutibile, ma nei corridoi e nei backstage delle passerelle ancora si parla dei dissapori e dei tradimenti. E del fattaccio “commesso” da Patrizia Reggiani Gucci, considerata la mandante dell’omicidio del marito e ancora in carcere. Glamour e morte, bell’accoppiata da portare sul grande schermo. Ci riuscirà il bravo Scott?

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Lug
22nd

Tu vo’ fa l’americano, ma sei nato in Italy! Ovvero: trasferte hollywodiane degli attori di casa nostra…

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 Pierfrancesco Favino ne Le cronache di Narnia

I nostri attori migliori si sono fatti notare oltreoceano. E Hollywood li ha chiamati come una generosa e furba zia d’America, che butta l’occhio lontano e premia chi ha davvero talento dalle nostre parti. A cominciare dal bravo Pierfrancesco Favino che vedremo presto in tutte le salse cinematografiche made in USA. Dopo aver prestato il suo volto al Cristoforo Colombo di cera dell’esilarante Una notte al Museo, Favino sta per mostrare infatti il suo lato più crudele (ancora più cattivo di quando apparteneva alla temibile banda della Magliana…) e le sue doti di attore nel secondo episodio delle Cronache di Narnia, presentato in anteprima mondiale il 24 Luglio al Giffoni Film Festival. E a breve lo vedremo anche ne Il miracolo di Sant’Anna, diretto da Spike Lee e in Angeli e Demoni di Ron Howard, atteso sequel de Il codice Da Vinci. Prima di lui altri illustri colleghi sono salpati alla volta del Nuovomondo di pellicola. La bella Giovanna Mezzogiorno ha incantato i critici americani ne L’amore ai tempi del colera, ricoprendo un ruolo che un tempo sarebbe stato di una Magnani o di una Loren. E mentre la sarda Caterina Murino seduceva il plastico James Bond, Asia Argento, che negli States ha lavorato a lungo con registi del calibro di Gus Van Sant e di Sofia Coppola, ha scandalizzato il mondo col suo bacio canino in Go go Tales di Abel Ferrara. E perfino il buon Raul Bova, che come attore non ha mai brillato particolarmente, dopo un’imbarazzante parte in Alien Vs Predator e una morte prematura nella serie A proposito di Brian (dove gira più puntate chiuso in un’urna che da vivo) sembra aver trovato un posto d’onore nell’impero d’oltreoceano. Ridley Scott l’ha infatti scelto per The Company, megafiction miliardaria sul lato oscuro della CIA. L’argomento negli USA è parecchio inflazionato, è vero. Ma sempre meglio dei diari di Moccia…

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Lug
22nd

38 volte Giffoni!

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Logo Giffoni Film Festival

Come uno splendido quarantenne - citando Nanni Moretti - il Giffoni Film Festival si mostra in tutto il suo trepidare. Quasi a metà dell’opera - è iniziato il 18 luglio e durerà fino al 26 - il festival dei ragazzini diventa adulto, senza perdere l’entusiasmo e la freschezza. Nell’edizione di quest’anno un’esplosione di cinema internazionale ruberà la scena alle 5 sezioni del concorso dedicato ai cineasti in erba, in gara dai 6 ai 18 anni. Tantissimi i film stranieri, dicevamo. Dal surreale Meet Dave, dove il simpatico Eddie Murphie si cala nei panni di un’astronave a forma di umano, che contiene nel suo corpo minuscoli ometti pronti a sbarcare sulla terra, al divertente cartoon della Dreamworks, Kung fu panda, al sequel de Le Cronache di Narnia, dove seguiremo le avventure del bel Principe Caspian. La Hollywood che sbarca al Festival non è però solo in 35 mm, ma anche di carne ed ossa. Dopo l’arrivo del bravo Tim Roth c’è grande attesa infatti per la fidanzatina d’America, l’imprevedibile Meg Ryan, attrice ragazzina, presto di nuovo sul grande schermo con Donne, remake del classico del 1939 di George Cukor.

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