Set
23rd

VOLAMI NEL CUORE, PRIMA PUNTATA: GIUDIZI E COMMENTI

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Eccoci pronti a commentare, a caldo, quanto RaiUno ci ha proposto in questo sabato sera, con Volami nel Cuore, il programma condotto da Pupo ed Ernestino Schinella, che ha preso il posto del Treno dei Desideri, il lacrimevole show che, dopo aver offerto poca resistenza alla “corazzata defilippica” ed il suo C’è Posta per Te, è stato messo, almeno per ora, in disparte dalla direzione di RaiUno. Tocca quest’anno, appunto, al nuovo varietà messo in piedi da Roberto Cenci che, dopo il “mezzo miracolo” mediatico raggiunto lo scorso anno, superando con estremo merito la Corrida di Gerry Scotti, dimostra una propria passione per le sfide a dir poco dure. Una parola che possa riassumere il tutto? Beh, non c’è. Non esiste una parola che possa riassumere Volami nel Cuore, non tanto per la carenza di lessico “incensante”. Non è questo il caso, si tratterebbe, in verità, di una pura esagerazione. Non c’è una parola in quanto l’intera trasmissione non ha un fil rouge netto, preciso e delineato.
In “teoria” si tratterebbe di una gara, ma, almeno per quanto traspare in questa prima puntata, di gara c’è ben poco, sia in termini di pathos e suspence, a meno di qualche disparata esibizione di attori e piccoli pattinatori. La gara, almeno nella prima parte, quella precedente alla mezzanotte, sembra solo una giustificazione, nel non aver coraggio nell’etichettare Volami nel Cuore come un “one-Pupo-show“. Per il resto, solo intrattenimento. Un intrattenimento ottenuto con le più svariate forme si spettacolo. Gag comiche, canzoni e “carrambate” con tanto di Pupo piangente. Una carrellata, lunga quasi trenta minuti, dedicata interamente a tutti i protagonisti di Ti Lascio una Canzone. Forse troppe canzoni, troppe, estenuanti, quasi come il prezzemolo.
Insomma, l’apparenza a volte inganna, ma questa volta sembrano esserci pochi tranelli. Mi è parso di vedere inanellati, gli uni dietro gli altri, porzioni relativi a diverse intenzioni autorali. Mi spiego meglio. La canzone spensierata prende il posto di uno sketch, ed a sua volta è succeduto da una sorpresa, prima di dare spazio a due coppie di piccoli pattinatori. Come un riempitivo, una lunga, forse poco estenuante, attesa della fine della serata. Probabilmente si tratterà di un difetto tipico di una prima puntata di un nuovo show, ma meglio ravvisarlo.
Ospite della serata una straordinaria Sofia Loren, dove è inutile spendere parole in quanto a complimenti. Complimenti poco inerenti alla intera conduzione del programma. Era noto, a tutti, inutile negarlo, ma Pupo non è un presentatore, e non poteva di certo divenirlo tutto di un tratto. Migliorato forse in quanto a loquacità e varietà di lessico, ma di certo poco avvezzo all’improvvisazione, dote tipica del presentatore di “razza”. Ernesto Schinella conferma in ogni caso la spontaneità che lo ha contraddistinto nella precedente esperienza, troppe volte forse relegato al ruolo di “assistente di Aldo Biscardi“. avviando e stoppando il televoto, e dando la linea alla pubblicità.
Trascorsa la mezzanotte, tra un sogno di Ernestino e l’altro, sembra un lento ed estenuante tirare avanti il carrozzone, pur di giungere all’una di notte, troppo tardi per il termine di uno show di prime time. Checchè ne dica Fabrizio Del Noce (programma troppo lungo, dovrebbe essere più breve), Volami nel Cuore cede la linea alla programmazione di RaiNotte alle 1:08, quando un giorno è appena finito, ed un altro, sta per cominciare….
UpDate. Per quanto riguarda gli ascolti, Volami nel Cuore ha raggiunto una media di 3.575.000 di telespettatori con il 21,96% di share, mentre il C’è Posta per Te di Maria De Filippi ha raggranellato 4.645.000 di telespettatori con il 25,49% di share.

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Set
23rd

GIANCARLO MAGALLI: «SPERO DI TORNARE SU RAIUNO». NOI DI RIVEDERLO QUANTO PRIMA

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Che noi di Scavicchia la notizia portiamo anche un po’ di fortuna a quegli artisti che, loro malgrado, o loro fortuna, sono presi di mira dalle nostre riflessioni, dalle nostre critiche e dalle nostre opinioni non ce l’aspettavamo veramente. Forse per una congiunzione astrale particolare o semplicemente per quella che è una banalissima coincidenza, sulla falsariga di quanto avvenuto con ciò che abbiamo scritto nei confronti di Paola Cortellesi destinata, pochi giorni dopo essere stata protagonista di una nostra riflessione, a divenire volto di punta di RaiTre, a far parlare di sé, oggi, è Giancarlo Magalli. Per chi avesse perso la possibilità di leggere un post tutto dedicatogli, nel quale il nostro Expedit ha messo in evidenza non tanto la sfortuna mediatica che l’ha travolto in questi ultimi anni, ma anche le peculiarietà che ne fanno uno dei personaggi sì più amati e famosi in Italia, ma anche uno dei più scomodi ai piani alti per il non avere peli sulla lingua né paura di dire, francamente, così come le cose stanno, sbilanciandosi anche, forse, un po’ troppo, ne ricordiamo lo scritto. Un’intervista, tratta da Tgcom, infatti, pare avere le sembianze di una strana coincidenza, avendo la stessa i lineamenti di risposta a quelle stesse domande che ci eravamo precedentemente posti in maniera neanche tanto implicita. Avevamo detto, senza voler scadere nel falso, che Giancarlo Magalli era sicuramente un’artista da Serie A il cui ruolo, però, era giocato, senza neanche tanta riconoscenza, in un terreno più ostico e meno importante, in una Serie B mediatica che non dà, e non vuole (o forse, non può) dare. Tuttavia, stando a quanto ha riferito:
Fino a pochi anni fa ero uno dei personaggi di punta di Raiuno. Poi però è arrivato Del Noce. Ora che lui andrà via, spero proprio di poter tornare a lavorare nella rete ammiraglia. Con ‘Mezzogiorno in Famiglia’ sarò in tv solo nel weekend. Nei restanti cinque giorni ho tutta l’intenzione di lavorare su qualcosa di diverso. Magari anche in radio o riprendendo a fare l’autore, un mestiere che negli ultimi anni ho messo da parte ma che mi ha dato molte soddisfazioni. Ricordo con piacere Pronto Raffaella, programma di cui ero autore e nel quale mi occupavo anche di decidere gli ospiti e inventare i giochi. Anche se Raffaella se ne dimentica sempre e finisce per ricordare solo Japino e Boncompagni…

E non vogliamo incensarci se ricordavamo il suo passato da autore per la Carrà a fine post. Ciononostante, ancora una volta, quello che colpisce di Magalli è la schiettezza, l’essere diretto che l’ha contraddistinto nel corso del tempo. Doti per le quali gli è costato l’esilio forzato da una rete che l’ha consacrato e che l’ha brutalmente escluso negli ultimi anni per un naturale cambio dirigenziale che ha portato favore ad un uomo che ha condotto, in sei anni, il suo lavoro mischiandolo al personale, il quale - il cambio di direttore -, nel nome della sua naturalezza, vede ulteriore ricambio fra pochissimo tempo. Un desiderio, quello di lavorare per la prima rete, non solo circoscritto a quanto sentito e vissuto dal conduttore, ma anche da chi ama la buona televisione, quella che entra in punta di piedi nelle case delle persone, educata, rappresentata, senza troppi fronzoli, anche da Magalli. Quella che, in maniera fortemente voluta, è stata messa da parte per fare della rete, di RaiUno, assurdamente, un continuo banco di prova per giovani leve e nuovi volti.

Strizzatina anche al mondo dei reality che, stando sempre a quanto è detto nelle interviste dai personaggi famosi, non è visto mai di buon occhio. Non abbiamo dubbi che per il nuovo conduttore di Mezzogiorno in famiglia - avventura per la quale afferma che sono molto felice di poter condurre di nuovo una trasmissione leggera e divertente, che ha mantenuto le sue caratteristiche. Negli ultimi anni, a ‘Piazza Grande’, mi sono spesso confrontato con storie anche molto drammatiche e un programma come Mezzogiorno in Famiglia mi offre la possibilità di ’staccare’ da alcune tematiche particolarmente dolorose - ciò è reale e non figlio di una meschinità o di una ipocrisia mai celata.

I reality non mi piacciono, ho seguito con attenzione solo la prima edizione del ‘Grande Fratello’, poi già dalla seconda ho iniziato ad annoiarmi. Oggi seguo qualche volta solo ‘L’Isola dei Famosi’, perché Simona Ventura è un’amica e perché è l’unico format che ancora offre qualche spunto interessante. Comunque è evidente che i reality sono destinati a sparire.

Che tutto ciò faccia da preludio per un imminente ritorno di Giancarlo Magalli su RaiUno, dopo l’addio di Del Noce al quale, secondo alcune voci, subentrerà Giuliana Del Bufalo? Il desiderio del conduttore di poter ritornare a RaiUno, in fondo, è anche il nostro. Anche se, personalmente, bisognerebbe prima mettere in atto una rivoluzione completa alla rete per potergli affidare una trasmissione. Ma, questo, è un altro paio di maniche.

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Set
23rd

INTERVISTA A MARA MAIONCHI: «ALTRO CHE TV: LA MIA È UNA VITA IN MUSICA!»

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Ogni sabato pomeriggio, nel nome di quello che è stato l’agognato svecchiamento sognato dal direttore Antonio Marano, su RaiDue va in onda la versione settimanale di uno dei maggiori flop di tutto il 2008, quale Scalo 76. Trasmissione che ha cercato di emulare la magia formatasi durante la messa in onda di must del genere quale può essere, ad esempio, Top of the pops, senza però riuscire in modo particolare in questo suo intento. Quest’anno, in accoppiata al quotidiano Cargo, che abbiamo già avuto modo di valutare per le sue caratteristiche e per i suoi punti deboli, il programma vuole creare una sorta di identità di rete, quella che ha sempre faticato a ritrovare e, ancor più, a costituire. A dire la verità non ci siamo mai sbilanciati sulla trasmissione, ma promettiamo che sarà uno dei nostri impegni per il futuro anche perché, a dire la verità, avremmo molto da dire per la resa televisiva di quanto ogni weekend, alle 14.00, il canale trasmette. A condurre sono stati chiamati due reduci (non cantanti, questa volta) di X Factor, quale Francesco Facchinetti, sempre più spedito e lanciato in questa sua carriera (?) televisiva e Mara Maionchi, la discografica reinventatasi vip, e non conduttrice, come afferma in un’intervista rilasciata alla rivista Telepiù che riportiamo qui di seguito:

Conduttrice io? A presentare Scalo76 è Francesco Facchinetti. Per fortuna!”. E Mara Maionchi scoppia in una delle sue ormai leggendarie risate. La spontaneità di questa outsider, espressa a volte in modo colorito, è stata la carta vincente di X Factor e ora a RaiDue hanno pensato di giocarla anche nel nuovo appuntamento musicale del sabato, che chiude la settimana di Scalo 76 Cargo, in onda sulla stessa rete dal lunedì al venerdì alle 14, ed è condotto da Chiara Tortorella, Federico Russo e Paola Maugeri. Ma anche se il suo ruolo non è quello istituzionale, è un fatto che la Maionchi ormai stia facendo carriera in tv.

È così?
Ma vaaa! Non allarghiamoci. Sono quarant’anni che faccio la discografica e non ci penso proprio a cambiare lavoro, alla mia età sarebbe ridicolo. E sia chiaro: non ho neppure l’intenzione di fare l’opinionista.
Beh, ma allora, che cosa ci fa ancora in un nuovo programma?
Sfrutto l’opportunità di conoscere il mondo dei giovani attraverso la musica. Mio marito, mia figlia Giulia e io abbiamo una casa di produzione che lavora con le Major discografiche. Questo è il mio mestiere, quello che mi ha portata in tv a X Factor, perché il format prevedeva un discografico in giuria. In Scalo76 non ho un ruolo determinato, ma bene o male faccio ancora me stessa. Confesso però che, malgrado la mia grinta, sono un po’ preoccupata perché devo interagire con le persone ben più che in X Factor.
Proviamo allora a darle un ruolo: lei ha una specie di angolo dei ricordi?
Più o meno. Incontro persone che conosco da una vita, come Arbore e Boncompagni, o cantanti che sono diventati famosi e hanno delle storie interessanti. In tal modo anche i più giovani scopriranno i retroscena del mondo dello spettacolo. Non solo: la musica esprime i pensieri, le pulsioni, i problemi e le speranze della società. Noi ci occupiamo anche di questo, per affrontare con il pubblico diverse tematiche, anche quelle scomode come la droga. Credo che i giovani hanno bisogno di uno spazio per dibattere delle loro idee.
Francesco Facchinetti la chiama “zia Mara”: le dà fastidio?
No, trovo che sia molto carino , potrei essere davvero sua zia. D’altra parte, io sono schietta e se non mi trovassi bene lo avrei già detto. Invece lui è un ragazzo adorabile, professionale, che ha un grande potenziale televisivo.
Lei racconterà anche gli abbagli che ha preso come discografica?
Certamente. Del resto, l’ho già fatto. Come quando ho ricordato di aver sottovalutato e scartato, per esempio, Biagio Antonacci!

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Set
23rd

‘LA STELLA DELLA PORTA ACCANTO’: QUESTA SERA SU RAIUNO TORNA BIANCA GUACCERO CHE AFFERMA DI ESSERE «MOLTO FORTUNATA»

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La RaiUno che si è presentata per quattro serate su sette tutta show ha dato, almeno per questa prima settimana di programmazione, ottimi risultati, visti nel loro insieme. La rete diretta da Fabrizio Del Noce, però, ha costruito una propria identità a partire dal macrogenere serbatoio dal quale ha attinto i suoi più grandi e rappresentativi successi: la fiction. Giallo, commedia, di riflessione, sottogeneri che hanno dato natali a veri e propri elementi di distinzione. Nonostante, però, una maggiore importanza, figlia di un forse eccessivo rischio iniziale poi ripagato, ai varietà e ai suoi surrogati, la lunga e la “cortissima” serialità vivono ancora e, come ogni domenica sera, una nuova miniserie sta per avere inizio. Come nostro solito ve la presentiamo, per quella che è la trama e per quello che è il cast artistico per poi, qualora colpisca particolarmente noi quanto voi, analizzarla insieme. Tocca, questa sera, a La stella della porta accanto prodotta da Guido Lombardo per la Titanus in collaborazione con Rai Fiction, sceneggiata da Patrizia Carrano e Paola Pascolini per la regia di Gianfranco Albano. Di seguito la trama e i protagonisti:
Interpretata da Bianca Guaccero e Giorgio Lupano, la storia di una famiglia moderna e dagli equilibri precari che ritrova il piacere dei sentimenti puri e semplici. Una favola dei nostri giorni in onda domenica 21 e lunedì 22 settembre in prima serata su Raiuno. La regia è di Gianfranco Albano.

La storia: Matteo è un bambino di 10 anni. È cresciuto lontano dall’Italia, costretto a seguire un padre che per via del proprio lavoro ha condotto la famiglia in paesi lontani. Matteo ha perso la mamma. L’esplosione di una bomba Tamil ha coinvolto l’auto su cui viaggiavano madre e figlio, uccidendo la donna e lasciando il piccolo sconvolto. Jacopo lavora per il Ministero degli Esteri. È un giovane console destinato a diventare presto ambasciatore. Di famiglia benestante, figlio di un generale, Jacopo è cresciuto educato alla logica del rigore e della disciplina piuttosto che a quella dei sentimenti. Questo lo ha aiutato ad affrontare con successo la sua professione tanto da essere uno tra i più giovani diplomatici in carica al ministero, ma ha determinato in lui un distacco e una freddezza che non gli permettono suo malgrado di essere un bravo padre. Jacopo è il papà di Matteo.

Un anno dopo la morte della moglie, terminato il suo incarico in India, l’uomo torna in Italia con i due figli: Matteo e Giulia. Giulia ha solo 5 anni e forse questo le permette di non rendersi conto fino in fondo della perdita subita, mentre Matteo è in un momento di grande crisi, arrabbiato com’è con il padre che ritiene indirettamente responsabile della morte della madre e che lo ha trascinato lontano da casa, lontano dai suoi amici, lontano dalle certezze di cui un bambino ha bisogno nella ricerca della propria identità. È in questo clima di tensione familiare che i tre arrivano a Roma accolti in casa dalla cognata di Jacopo, Roberta: una giovane donna in carriera, da sempre innamorata di lui, rassegnata anni prima a vedersi preferita la sorella e che ora vede nel ritorno di Jacopo la possibilità di una rivincita. Roberta si dimostra una PR straordinaria per le ambizioni ancora irrisolte del cognato, ma come zia si rivela severa e incapace tanto che i bambini, scontenti di dover lasciare di nuovo l’Italia e la vecchia villa di famiglia, guardano con sospetto all’ipotesi che la donna possa seguire Jacopo nel suo prossimo incarico all’estero.

A sconvolgere, e più tardi a ristabilire, nuovi equilibri familiari e sentimentali a Villa Sanseveri sarà l’arrivo accidentale di Stella, una giovane addestratrice di cani. Stella è di umili origini, è una bella ragazza, ma è soprattutto una persona capace di trasferire sugli esseri umani la stessa generosità e disponibilità con le quali sa catturare la fiducia degli animali. Nonostante l’opposizione di zia Roberta, Matteo e Giulia ottengono che Stella entri in casa come loro governante insieme a Carlotta, un’ineducata, gigantesca, simpatica, devastante femmina di terranova che le è irrinunciabile appendice. Tra equivoci e conflitti, allontanamenti e riappacificazioni, nuovi sentimenti e vecchie gelosie, Stella riuscirà, complice il cuoco Giacinto (il maggiordomo tuttofare finto francese di casa Sanseveri) a rieducare ai sentimenti i “cuori in inverno” dei protagonisti di questa storia che vuole essere una favola moderna con i colori della commedia sentimentale.

I protagonisti: Ad interpretare questa favola moderna in due puntate Bianca Guaccero, nel ruolo di Stella, la simpatica addestratrice di cani; Giorgio Lupano, Jacopo, il brillante diplomatico; Stefania Orsola Garello, Roberta, la zia. Negli altri ruoli, Lorenzo Vavassori, Matteo; Evaluna Pieroni, Giulia; Rodolfo Lagana’, Giacinto; Valerio Morigi, Sergio, e Sergio Fiorentini, l’ ambasciatore Molteni.

Chi, però, meglio della protagonista può raccontare e, in un certo qual senso, anticipare ciò che meglio vedremo in questa prima serata di RaiUno dedicata alla cortissima serialità? In merito, riportiamo un’intervista rilasciata da Bianca Guaccero pubblicata da Il giornale:

«Passavamo in macchina davanti al teatro Ariston di Sanremo. C’era un mare di gente che mi applaudiva. Allora ho gridato all’autista “Fermi! Fermi!”, sono scesa, e mi sono gettata nel mio primo bagno di folla. Ho pensato: un’occasione simile quando mi ricapita più?». Non sappiamo se ci sarà ancora, come al Festival di Sanremo, una folla che acclamerà Bianca Guaccero. Di certo la carriera di questa pugliese dagli occhi di velluto è in continua ascesa (ultimo titolo La stella della porta accanto, in onda stasera e domani su Raiuno) e singolarmente destinata a ripercorrere le tracce di altre indimenticabili more del nostro cinema: la Anna Magnani di Assunta Spina che ha interpretato in tv, la Cardinale del Gattopardo che ha recitato in teatro e la Marisa Allasio di Poveri ma belli che rivivrà in musical, debutto previsto al Sistina di Roma a metà novembre.
Ma lei cos’ha in comune con queste grandi?
«Per carità: assolutamente nulla! Non posso neppure tentare confronti. Diciamo che forse in me c’è una spontaneità che può ricordarle. Io non cerco a tutti i costi di piacere. Io sono verace. Sono come il pane col pomodoro».
Anche in La stella della porta accanto è così poco autocompiaciuta?
«Soprattutto! Interpreto Stella, un’addestratrice di cani simpatica ma casual, un po’ Bridget Jones un po’ Mary Poppins, che diventa per caso la baby sitter dei bambini d’un fascinoso diplomatico - Giorgio Lupano - divenuto vedovo e indurito con se stesso e coi figli. È una commedia sentimentale, semplice come un bicchier d’acqua. Perché, come diceva mia nonna, “L’acqua è semplice; ma è l’unica cosa che disseta davvero”».
Le storie semplici rischiano anche di risultare banali…
«Se fatte senza amore, senza motivo. In questa invece c’è cuore, sensibilità, e un modo di raccontare chiaro e diretto. È una favola che unisce il sentimento all’ironia: fa ridere e commuove. Non è poi così semplice risultare semplici!».
Storie drammatiche, sentimentali, brillanti, il Festival di Sanremo. Cosa le manca per definire la sua carriera completa?
«Il musical. Ma anche questo lo farò presto: con la regia di Massimo Ranieri stiamo preparando la versione teatrale di Poveri ma belli con le musiche di Gianni Togni. Ballerò e canterò ben dieci canzoni, su una trama che ricalca solo in parte l’originale, deviando poi verso tempi e stili moderni».
I suoi ruoli e le sue interviste lasciano intuire in lei un carattere volitivo, esuberante, ambizioso. È esatto?
«Esuberante senz’altro: ho la fortuna di fare un lavoro che non farà mai morire il mio lato bambino. Volitiva sì, anche se senza merito: sono così perché il mio lavoro mi diverte da morire. Ambiziosa? Non saprei: di solito non faccio progetti e non penso al futuro, preferisco vivere nel presente, godendomi tutto ciò che la vita mi regala».
A quale qualità recitativa tiene di più?
«Anche qui: alla semplicità. È sui set che ho imparato che la semplicità è il più difficile degli artifizi. Per questo cerco di lavorare tanto, di lavorare sempre: ci si arriva solo studiando, faticando, imparando».
Il momento più brutto e il più bello della sua carriera.
«Il più brutto: la mattina che, a Sanremo, mi sono svegliata senza voce. Rimanere senza voce al festival: il massimo! Ma mi è servito per imparare una regola d’oro: quando hai un problema non nasconderlo, cerca invece di trasformarlo in un vantaggio. Così ho recitato e cantato con la voce roca, facendone quasi una cosa sexy».
E il più bello?
«Quello che sto vivendo al momento. Sono un tipo positivo, io. Forse per questo sono stata tanto fortunata».

L’appuntamento è per questa sera, alle 21.30, su RaiUno

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Set
23rd

«METTO ALL’ASTA LA MIA VERGINITÀ», PAROLA DI RAFFAELLA FICO, EX GF8. QUANDO IL CATTIVO GUSTO È DI PRIM’ORDINE.

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È proprio vero che la televisione e, molto più generalmente, la popolarità dà alla testa di chi ne è incredibilmente e sorprendentemente travolto. È allo stesso modo vero che c’è chi non sa gestirla, e ne diventa schiavo. Ed è oltremodo vero che chi fa parte del piccolo schermo sfrutta ogni possibile appiglio al quale ci si aggrappa per rimanere a galla e non affondare giù, verso l’oblio, quello che comunemente è conosciuto come dimenticatoio mediatico. Chi soffre di questa dipendenza da notorietà fa di tutto, quindi, pur di soddisfare la propria incessante sete. E a poco importa se determinati limiti sono vergognosamente superati. L’ultima, in tal senso, notizia che ha il retrogusto di una poco pudibonda provocazione è firmata Raffaella Fico, concorrente del Grande Fratello 8 che, in un’intervista rilasciata a Chi, il settimanale diretto da Alfonso Signorini afferma quanto possiamo apprendere, proprio riportandola, nella sua integrezza:

Alzi la mano chi in Italia conosce Natalie Dylan? La ragazza in questione è una giovane australiana tutta curve che ha da poco compiuto 22 anni e che ha deciso di mettere all’asta, per un milione di dollari, la sua verginità. “Mi devo pagare gli studi”, ha svelato via radio la giovane. La notizia ha fatto il giro del mondo, inevitabili i commenti. Al bar, nelle redazioni dei giornali, in radio, in tv, l’argomento è stato dibattutissimo. “Se li avessi, glieli darei”. “A me non piace”. “È uno scandalo. Con quei soldi compro una casa”. “Beh pensa se succedesse anche in Italia…”. Stop. Ebbene sì! Sta per succedere anche in Italia. E la vergine in questione non è una qualunque. È una vergine famosa soprattutto perché il suo stato di ragazza illibata lo ha voluto, difeso e sbandierato. È Raffaella Fico. Una che appena uscita dalla casa del Grande Fratello 8 della sua verginità ne ha fatto un credo, un vanto. Una che per andare a letto indossa solo un microperizoma e una goccia di profumo, ma si è coricata sempre senza un uomo al fianco. Questa volta, dice, fa sul serio. “Metto all’asta la mia verginità! Lo faccio per un milione di euro. Voglio vedere se c’è qualcuno che tira fuori questa somma per avermi”, afferma con voce ammaliante e sexy.

Raffaella, è proprio sicura di volersi concedere così?
Sì, e non capisco cosa ci sia di male.
C’è che… questa notizia farà rumore. E poi, la Chiesa afferma il valore della verginità. Non si scherza su questi argomenti.
Io credo che faccia più effetto sapere che c’è un uomo che spende un milione di euro per avermi e non che Raffaella Fico lancia una proposta indecente.
Dopo questo exploit i suoi genitore saranno contenti…
Sono grande e matura per prendermi le mie responsabilità. Fermo restando che sono convinta che nessuno tirerà fuori questa somma, io comunque la proposta oramai l’ho fatta.
E se il milione di euro dovesse saltar fuori?
Accetterò. Di certo sarò più che imbarazzata, ma un milione di euro è un milione di euro. Potrei realizzare i miei sogni.
Dica il primo.
Comprare casa a Roma.
Il secondo?
Potermi pagare un corso di recitazione.
E se il playboy milionario non le piacerà fisicamente?
Quando un uomo spende un milione di euro per te, per averti… automaticamente diventa affascinante.
Il playboy milionario vorrà sicuramente avere la prova che lei è davvero vergine. Come si fa?
Glielo spiego. Sono sei mesi che ho reso pubblicata questa mia situazione privata e durante questo periodo non è saltato fuori nessun amante o fidanzato che abbia dichiarato: “Io sono stato a letto con Raffaella Fico”. Questo che significa?
Che lei è vergine?
Sì. Del resto non mi manca l’atto sessuale perché non l’ho mai provato, non so che cosa significhi. L’ultimo bacio l’ho dato così tanto tempo fa che nemmeno lo ricordo.
Ha trascorso l’estate senza nemmeno avvicinarsi all’amore?
Proprio così. Niente flirt. Ho lavorato troppo.
Che succederà la notte in cui dovrà concedersi?
Se lui non mi piacerà fisicamente, manderò giù un bicchiere di vino e pazienza.
Che look userà? Si vestirà come Demi Moore nel film Proposta indecente?
Capelli sciolti, mi sanno di selvaggio. Poco trucco e vestiti semplici.
E se la proposta dovesse arrivare da uno sceicco? È pronta a entrare nel suo harem?
Oddio non per sempre, impazzirei. E poi chiariamo: il debito va saldato subito.

La verginità, che in una società consumistica come la nostra non è più né vista né vissuta come un valore, ma come un traguardo da tagliare quanto prima per vanto personale e agli occhi altrui, al prezzo di 1 milione di euro. Non credo, personalmente, ci siano commenti da fare. Sgomento, vergogna, voglia di cavalcare l’onda dell’attualità? Qualunque sia la ragione, il pessimo gusto è di prim’ordine. E non siamo bigotti.

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